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4 maggio

Alle 17:03, il Fiat G.212 della compagnia aerea ALI, siglato I-ELCE con a bordo l’intera squadra del Grande Torino si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della Basilica di Superga, che sorge sulla collina torinese. Trentuno i morti. La squadra rientrava da Lisbona: aveva giocato un’amichevole col Benfica. È l’avvenimento passato alla storia come Tragedia di Superga, avvenuta il 4 maggio 1949 a Torino. Cancellò la squadra degli «Invincibili» e segnò per sempre il mondo del calcio.

In ricordo della tragedia, la Fifa ha proclamato tre anni fa il 4 maggio «Giornata mondiale del giuoco del calcio». Tutti morti, nel disastro, i 31 passeggeri a bordo: calciatori, staff tecnico, giornalisti ed equipaggio. I giocatori Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Émile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti e Julius Schubert; gli allenatori Egri Erbstein e Leslie Lievesley; il massaggiatore Osvaldo Cortina; i dirigenti Arnaldo Agnisetta, Ippolito Civalleri e Andrea Bonaiuti; i membri dell’equipaggio Pierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Cesare Biancardi, Antonio Pangrazi e tre giornalisti.

Nella Basilica di Superga ogni anno, il 4 maggio, si svolge una cerimonia in ricordo dei giocatori del Grande Torino. Tanti sono gli allenatori di altre squadre che, in trasferta nel capoluogo piemontese per i match con Juve e Toro, rendono omaggio ai caduti della tragedia. Nel campionato in corso Maurizio Sarri, mister del Napoli, è salito in Basilica due volte: a dicembre in occasione della sfida coi granata e, di recente, per la partita coi bianconeri.

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