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Allergie nei neonati, mai diete di esclusione immotivate
Le allergie sono un argomento di grande attualità, ma anche un tema delicato che si presta a rischio di inappropriatezza nella diagnosi e nel trattamento. Due raccomandazioni: – non escludere un alimento dalla dieta solo per la positività del test cutaneo ho delle IgE sieriche specifiche.
Il prick test e il dosaggio delle IgE specifiche nel siero possono risultare, uno o entrambi positivi, e questo può significare tre cose:
uno che il bambino è effettivamente allergico a quella alimento,
-due che è sensibile ma lo mangia e la sempre mangiato senza problemi,
-terzo che in passato era allergico ma ora può mangiarlo senza problemi perché ha sviluppato la tolleranza.
Il primo passo nella diagnosi di una allergia alimentare è l’analisi della storia clinica del piccolo paziente.
Solo se il bambino manifesta sintomi di allergia dopo aver assunto l’alimento e i risultati dei test sono positivi, la diagnosi è fatta e ha senso sottoporlo a dieta di esclusione.
Nei casi dubbi e risolutivo il test di provocazione orale.

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