I canyons sottomarini costituiscono la più importante famiglia di depressioni dei margini continentali. Hanno l’aspetto di valli o di canali, talora somiglianti sorprendentemente a valli subaeree nella loro morfologia d’insieme. I canyons sottomarini sono le maggiori vie di transito dei materiali terrigeni che dalle zone poco profonde litorali arrivano fino ai più alti fondali. Lì troviamo in ambienti dinamici in cui è stata trasporta una grande quantità di sedimenti insieme al carbonio organico, proveniente dai mari poco profondi.

Il materiale trasportato insieme alle correnti di torbida può rimobilizzare ed erodere il fondo marino, ciò comporta un accumulo di sedimenti in una posizione distale. Trovandosi sul fondo marino può determinare un’improvvisa esposizione dei sedimenti vecchi con l’ossigeno, creando una rimineralizzazione e di conseguenza un nuovo habitat per la fauna.

La ridistribuzione dei sedimenti ed il carbonio organico (Corg), possono influenzare la geochimica e la sua stabilità. Il sedimento depositato da torbiditi e i flussi gravitativi può isolare l’ossigeno che funge da nutrimento fornitura per gli ex sedimenti superficiali favorendo lo sviluppo di una nuova zonazione redox.

Nel Mediterraneo sono circa 800, lo sviluppo dei canyons è avvenuto, soprattutto, in zone prive di importanti corsi d’acqua  o in zone ben alimentate, ma senza alcuna diretta connessione tra canyon e una foce fluviale o torrentizia. Naturalmente non è indispensabile una locale sovrabbondanza di apporti detritici per generare correnti di torbida.

Nei canyons il trasporto di sedimento avviene per mezzo di processi sedimentari che sono le correnti torbiditiche. Esse sono tipici flussi di trasporto in massa che avvengono in regime turbolento e generano depositi organizzati, con strutture sedimentarie ben riconoscibili.

La deposizione avviene in generale per diminuzione progressiva od improvvisa dell’energia e quindi della velocità del sistema. Una volta che la velocità della corrente inizia a diminuire drasticamente avviene la deposizione delle frazioni più grossolane del flusso tramite la creazione di livelli di ciottoli seguiti verso l’alto da porzioni massive di arenarie e da strati con gradazione normale.

Un evento torbiditico produce un deposito organizzato secondo una sequenza sedimentaria, ovvero la sequenza sedimentaria Bouma.

Le correnti torbiditiche essendo una miscela di acqua e sedimento risultano avere densità superiore a quella del fluido circostante creando un gradiente di pressione che innesca il movimento. Sono sufficienti anche piccole inclinazioni dello slope e differenze di densità dell’ordine di 0,0001 g/cm3.

Martina Bosso

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