Sono giorni particolarmente difficili per il gruppo Carpisa nell’occhio del ciclone per aver messo in atto un singolare concorso.
La nota azienda di pelletteria ha, infatti, deciso di indire un concorso atto a selezionare un nuovo stagista.
Il concorso, indetto nello scorso agosto aveva validità fino allo scorso 6 settembre,si rivolge al popolo degli under 30.
Poche regole per parteciparvi.
1)Acquistare una borsa dell’azienda collezione autunno/inverno
2) Elaborare un piano di comunicazione e inviarlo ad Carpisa.
Il migliore piano di comunicazione
inviato avrebbe avuto come premio uno stage nella sede principale della società presso l’Interporto di Nola, dal 6 novembre al 5 dicembre con un rimborso spese di 500 euro.
Più che pubblicità la scelta di Carpisa sembra provocatoria quasi sviare il lavoro ad una merce.
L’azienda è pertanto da giorni oggetto di critiche specie da parte dei giovani italiani che come è noto faticano ad inserirsi in campo lavorativo.
Un piano di comunicazione , in primis, è un lavoro complesso che richiede studio ed esperienza professionale.
Per tanto il costo di un team di esperti è generalmente molto alto.
Perché elaborare un piano di comunicazione è dispendioso e prescinde da semplice conoscenze acquisite in ambito universitario.
Definire il pubblico (o per essere più tecnici target) scegliere la giusta strategia ed elaborare un budget significa, in estrema sintesi, definire l’immagine di una azienda.
Sicuramente dietro la scelta di Carpisa c’è il tentativo di contenimento dei costi e non solo
la volontà di acquisire nuove idee incentivando l’occupazione giovanile.
Ma la cosa più fuorviante e che attraverso questo concorso il lavoro diventa il premio per un acquisto.
Come si trattasse di una raccolta punti qualunque che ciascuno può effettuare nel proprio supermercato.
Non si può barattare cioè che è un diritto primario, la Costituzione riconosce e tutela il diritto al lavoro classificando come diritto inviolabile, facendo leva sulla precarietà dei giovani e su Paese che assume le vesti di una Repubblica degli stagisti.
Il popolo del web è chiaramente insorto e non sono nemmeno mancate le critiche dei sindacati.
Difronte alla bufera sociale , Carpisa, ha reagito ammettendo la superficialità dell’iniziativa e ribandendo il suo impegno a favore dei giovani.
Infatti, l’azienda è ai vertici italiani per numero di lavoratori under 30 e forse anche questo rende questa campagna pubblicitaria inspiegabile.
Sarà il tempo a chiarire se la scelta comunicativa verrà premiata o meno.
Se i gusti dei consumatori potranno risentire di questa bufera e questo si tradurrà in minor ricavi e di conseguenza profitti.
Se è vero come vero che la legge della domanda regola il mercato e anche vero che pochi o forse nessuno si fa indirizzare da una logica del “buon senso “nella scelta di una borsa.
Di sicuro è inevitabile un danno di immagine che costerà non poco all’azienda.
Al di là della solidità dei bilanci e dei fatturati alti, in un ambiente turbolento come quello attuale una buona comunicazione è la prima leva di un successo o se vogliamo di un vantaggio competivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *