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Siamo abituati a vederlo allegro e ironico con il suo innato talento teatrale. Il successo, come noi sappiamo bene, non lo hai cambiato. Clementino è un ragazzo del Sud, cresciuto con valori solidi e con una grande famiglia, che racconta attraverso il rap il malessere della sua generazione. Nelle sue canzoni da voce ai tanti giovani partiti con una valigia di sogni e che lontani da casa restano, comunque, ancorati alla propria terra d’ origine.La sua umiltà e il rispetto verso il pubblico hanno da sempre contraddistinto la nostra Iena portandolo a dichiarare pubblicamente un’ esperienza dolorosa e complessa:la cocaina che distrugge e che ti porta a sopprimere la tua persona a favore del personaggio. Io ero la Iena White ma non ero più Clemente». Parole che colpiscono improvvisamente il pubblico e ti fanno sembrare un’ artista più umano e più fallibile perché comprendi che il successo non è oro colato e che gli errori ci accomunano tutti. Dinanzi ad una platea di giovani accorsi a Milano, al Festival” Storie digitali”il cantante prende la parola e si confessa apertamente: “C’è stato un momento in cui sono stato sopraffatto da quella merda che è la cocaina. Sapete come funziona, sei un artista, prima te la offrono, poi te la compri e ad un certo punto non sei più tu.”

Parlare a un pubblico giovane  non è stata una scelta causale, infatti, come lui stesso ha confermato voleva parlare a chi ascolta le sue canzoni, si riconosce nei suoi testi e magari affronta esperienze molto simili a quelle vissute in prima persona. Clementino ha spiegato non solo come si cadde nel baratro della droga e gli effetti negativi di questo tunnel ma anche e soprattutto la scelta di rialzarsi , di riprendersi la sua vita nel rispetto di se stesso e della sua famiglia. Non si è arreso e ha preferito lottare scegliendo autonomamente di andare in comunità per poter rialzarsi.  Come un fiume in piena si apre e spiega :”Ho perso presentazioni dei miei dischi perché ero strafatto in casa. Una volta non sono riuscito neanche a farmi un selfie con Jay-Z. Quando hai un genitore che ti piange in faccia capisci che devi smettere. E così mi sono ritrovato a pulire i cessi in comunità. Con i ragazzi che mi dicevano “Sei un grande, passato dal Festival di Sanremo a pulire i bagni in un attimo”. Ne sono uscito 15 giorni fa”

Un racconto pienamente sincero, senza filtri, senza quella patina velata che separa il pubblico dal privato di un artista. Clementino ha scelto la trasparenza, l’onesta, permettendo al suo pubblico di conoscere l’ altra medaglia del successo: il suo lato più nero e meno aureo. Ha riconosciuto il suo errore ma prima che il baratro inghiottisse la sua persona,è tornato Clemente è tornato figlio e ha deciso di dover “guarire”assistito da una comunità specializzata, affrontando una realtà non semplice ma complessa. Le difficoltà per gli artisti sono fonte di ispirazione, pertanto, il cantante ha già annunciato che scriverà nuove canzoni interamente dedicate a questo periodo complicato. 

Ancora una volta, Clementino ci ha insegnato che i migliori non sono quelli che centrano sempre il dischetto.

Dimentichiamoci gli eroi senza macchia, gli uomini veri sbagliano i rigori, si arrabbiano,umilmente accettano la sconfitta ma poi risorgono e ci riprovano.

Forse non faranno goal al primo tentativo ma hanno imparato che cadere ed è il primo passo per rialzarsi. 

 

Condividere tutto questo, inoltre, con il proprio pubblico è sinonimo di amore e di maturità. Clementino sa di essere un esempio per i giovani ed è proprio per questo che ha preferito parlare piuttosto che tacere. Voleva far luce su un problema attuale,la droga, senza assurgersi a “maestro” ma spiegando il suo ruolo da discepolo che sbagliando ha compreso l’ errore.

Alle lezioni di vita preferiamo i piccoli grandi sbagli.

Fieri di te, Clemente 

 

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