Ad oggi sono 3 i vaccini anti-Covid-19 ad aver ricevuto l’autorizzazione dell’ AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco n.d.r.) per la somministrazione in Italia: i due vaccini a base di mRNA prodotti da Pfizer-BioNTech e Moderna e l’ultimo arrivato,il vaccino a vettore virale prodotto da AstraZeneca insieme all’Università di Oxford. In attesa di approvazione invece è quello di Johnson&Johnson che ha alla base lo stesso meccanismo di AstraZeneca, ma che invece prevede una mono somministrazione di dose.

Con il crescere delle opzioni e il prossimo avvio dellaseconda fase del piano vaccinale, che includerà la fascia d’età 60-79, molti si stanno chiedendo se nel loro caso specifico, in base a età ed eventuali altre patologie, vaccinarsi sia sicuro ed efficace
Quello che sappiamo ad oggi dei tre vaccini anti-covid-19 a disposizione e delle loro indicazioni cliniche è che ci sono pochissime eccezioni all’indicazione vaccinale, e i dati in continuo aggiornamento ci parlano di ottimi livelli di efficacia.
non solo per i vaccini a mRNA, ma anche per AstraZeneca, verso cui c’è una diffidenza non giustificata dai fatti, soprattutto alla luce di quanto emerso dalle cronache di questi giorni. Ecco perché.

Innanzitutto c’è da premettere come una delle poche criticità note per tutti i vaccini (e non solo per quelli anti COVID-19), sia quella di poter scatenare forti reazioni allergiche a farmaci o alimenti in genere, per via della presenza di componenti all’interno della formulazione del vaccino (eccipienti)  che comunque non escludono automaticamente dalla vaccinazione, ma che richiedono maggiori attenzioni. La possibilità di insorgenza di una reazione allergica è anche il motivo per cui si rimane in osservazione per 15 minuti dopo la somministrazione: se l’evento si verifica, (e parliamo di circa 1 caso su un milione) può essere affrontato senza particolari conseguenze grazie all’ausilio di presidi medici

vaccini a mRNA di Pfizer e Moderna  si sono mostrati sicuri ed altamente efficaci su pazienti di qualsiasi età, sopra i 16 anni,  e con diverse condizioni croniche particolarmente diffuse in età avanzata e quasi sempre correlate con un maggior rischio di forme gravi di Covid-19 (come tumori, ipertensione, diabete, asma e malattie croniche polmonari o cardiache). Per tutti questi pazienti non è solo consigliata la vaccinazione anti-covid-19 con i vaccini a mRNA, ma è inclusa tra le priorità nel piano vaccinale Italiano (fase 2)
Per i pazienti immunodepressi in cura con immunomodulanti per patologie infiammatorie e autoimmuni sarà fondamentale confrontarsi con il proprio medico prima di procedere alla vaccinazione, nella consapevolezza che in una condizione di particolare compromissione del sistema immunitario il vaccino potrebbe ridurne l’efficacia protettiva.

Ecco perché, almeno nel caso dei pazienti con patologie oncologiche, il consiglio è di effettuare il vaccino anti-covid-19 quando la conta dei globuli bianchi è sufficientemente alta

Al momento, in Italia, il vaccino di AstraZeneca è invece riservato alle persone nella fascia d’età 18-65 in buona salute. Ciò ha creato un cosiddetto cortocircuito informativo riguardo al vaccino: sono girate notizie false  sui suoi presunti effetti collaterali.

In realtà gli effetti collaterali di AstraZeneca, quando presenti, sono simili a quelli degli altri vaccini approvati e durano pochi giorni (dolore al braccio nel punto in cui viene praticata l’iniezione, sensazione di stanchezza, febbre o mal di testa, dolore alle articolazioni) e le reazioni allergiche gravi sono state rarissime (30 casi di eventi tromboembolici in 5 milioni di soggetti vaccinati con il suddetto vaccino). Questo numero è tralaltro paragonabile al tasso di trombosi abitualmente registrato nella popolazione generale e al momento non è possibile stabilire se ci sia un nesso di casualità tra la vaccinazione e gli eventi trombotici o se gli eventi siano avvenuti solo per pura coincidenza.

L’Italia ha scelto di non somministrare questo vaccino sopra i 65 anni non per preoccupazioni riguardanti la sua sicurezza, ma per l’incertezza circa la sua reale efficacia in questa specifica fascia della popolazione (negli studi di fase III sono stati inclusi pochi anziani). 
Si è infine,  molto discusso dell’opportunità o meno di vaccinare persone che sono già state contagiate da SARS-CoV-2 e hanno già avuto il Covid-19. In realtà non ci sono particolari controindicazioni e la vaccinazione è anzi consigliata anche per le persone che hanno già contratto la malattia, soprattutto considerata la presenza di nuove varianti del coronavirus, su cui conosciamo ancora poco in termini di immunità.

Dott. Paolino Iorio
Medico-Chirurgo
Specialista in Ortopedia e Traumatologia
Dirigente Medico A.O.R.N. “A. Cardarelli” – Napoli

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