E’ stato il sorriso piu’ popolare d’Italia, signorile e radioso, garbato e bonario per antonomasia. E’ stato l’uomo di cinema piu’ poliedrico e completo, maestro indiscusso del neorealismo.

Non si e’ mai stancato di rinnovarsi e cercare nuove forme di espressione e questo lo ha condotto ad essere uno dei pochi attori/registi (a parte Fellini e Rossellini prima, Leone e Bertolucci poi) premiati all’estero dando enorme prestigio a tutto il cinema di casa nostra.

Quale altro italiano durante la carriera ha, infatti, ricevuto la bellezza di quattro premi Oscar? De Sica li ha ottenuti per il Miglior Film Straniero nel ’47 con Sciuscia’, nel ’49 con Ladri di biciclette, nel ’64 con Ieri, oggi e domani e nel ’71 con il giardino dei Finzi Contini.

De Sica nasce a Sora (Frosinone) il 7 luglio 1901 e muore a Parigi il 13 novembre del 74, dopo una carriera prolifica e irripetibile. Dopo il debutto teatrale nel ’23, abbandona gli studi per diventare a tutti gli effetti un attore.

La vita e’ fatta di incontri, e sono stati due per De Sica gli incontri importanti della sua vita artistica. Il primo e’ stato con il regista Camerini che negli anni ’30 gli fece raggiungere la notorieta’ inserendolo nelle sue commedie. Il secondo e’ stato con C. Zavattini, sceneggiatore dei suoi lavori piu’ riusciti. La vita e’ fatta di incontri, e sono stati due per De Sica gli incontri importanti della sua vita artistica. Il primo e’ stato con il regista Camerini che negli anni ’30 gli fece raggiungere la notorieta’ inserendolo nelle sue commedie. Il secondo e’ stato con C. Zavattini, sceneggiatore dei suoi lavori piu’ riusciti.

Esordisce alla regia durante il secondo conflitto mondiale e nell’immediato dopoguerra dirige le sue pellicole piu’ intense e importanti (gia’ citate in precedenza). Negli anni cinquanta, col De Sica post-neorealista, e’ degno di nota L’oro di Napoli (’54) film che non fu accolto benissimo dalla critica. Ora come ora sarebbe stato definito ‘successo commerciale’. Arrivano gli anni sessanta, arriva il boom economico e arriva anche La Ciociara (’60), opera che permettera’ alla Loren di vincere l’Oscar. Il connubio tra i due si fara’ risentire nel corso della storia in opere imbastite su misura per la diva napoletana (vedi Matrimonio all’italiana). Insieme saranno inoltre i protagonisti di Pane amore e fantasia, famosissima commedia di sano spirito popolare. Nei suoi film hanno trovato spazio sempre piu’ importanti attori quali Gassman, Sordi, Manfredi, Toto’ e tanti altri. A parte qualche periodo di stallo creativo, gli impegni non gli hanno mai impedito di continuare nella regia ad alto livello che ha permesso di mantenere vivo l’indelebile rapporto col cinema. A prova di cio’ vi sono gli oltre 150 film a cui ha preso parte come regista ed interprete tra cui Il viaggio (’74), ultima opera completata poco prima della sua scomparsa nella capitale transalpina.

Un sorriso per sempre. Il sorriso di Ieri, oggi e domani…

 

 

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