Riconoscere i segnali e i sintomi di un disturbo alimentare è il primo passo per ottenere l’aiuto necessario.
I disturbi del comportamento alimentare sono curabili e, grazie al giusto trattamento, la maggior parte delle persone che ne soffre può riuscire ad apprendere abitudini alimentari sane, riprendendo così il controllo della propria vita. Oggi parliamo delle persone che soffrono di anoressia nervosa. Questi soggetti, il più delle volte donne,. vivono con la costante ed estrema paura di ingrassare. Spesso seguono incessantemente una dieta deprivante e praticano attività fisica senza sosta sino all’estremo. Da un terzo alla metà circa degli individui che soffrono di anoressia si abbuffano per poi purgarsi inducendo il vomito o tramite l’uso improprio di lassativi. Chi soffre di anoressia ha un’immagine distorta del proprio corpo e ritiene fermamente di essere sovrappeso, quando in realtà è sottopeso. Le calorie vengono conteggiate in modo ossessivo e vengono consumate solo microporzioni di determinati alimenti, che sono considerate come una sorta di concessione. L’individuo che soffre di anoressia, se messo di fronte alla situazione, spesso nega l’esistenza del problema. I seguenti sintomi e comportamenti sono comuni nelle persone che soffrono di anoressia e possono costituire un campanello dall’allarme per familiari e conoscenti (se si protraggono per almeno 6 mesi):
perdita di peso considerevole
• la persona tende ad indossare indumenti larghi per nascondere la perdita di peso
• la persona manifesta una preoccupazione per il cibo, la dieta, il conteggio delle calorie.
• la persona rifiuta di mangiare determinati alimenti, come carboidrati o grassi
• la persona evita i pasti o di mangiare di fronte ad altre persone
• la persona prepara pasti elaborati per gli altri ma rifiuta di mangiarli
• la persona pratica attività fisica in modo eccessivo
• scomparsa del ciclo mestruale
• la persona nega che l’estrema magrezza sia un problema.
Se si ha il dubbio che un familiare soffra di un disturbo alimentare, il consiglio è di rivolgersi al proprio medico o a uno psicologo specializzato .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *