Pronunciandosi su un ricorso proposto avverso la sentenza con cui la Corte d’appello aveva condannato l’imputato per tentato furto aggravato avente ad oggetto un dispenser di sapone liquido, carta igienica e salviette asciugamani, la Corte di Cassazione (sentenza 11 luglio 2017, n. 33869)   ha affermato che tali beni, in dotazione ai sevizi igienici presenti sulle aree di sosta autostradale, possono formare oggetto, da parte di chi usufruisce di siffatti servizi, di un consumo connesso ad esigenze strettamente personali e da effettuarsi rigorosamente sul posto, e, non di un accaparramento indiscriminato, destinato a consentire all’accaparratore di servirsene esclusivamente in proprio favore, in altro luogo.

Con tale argomentazione ha respinto la tesi difensiva secondo cui il reato in questione non sarebbe configurabile, difettando il presupposto della (tentata) sottrazione al legittimo proprietario dei beni predetti, in quanto posizionati da quest’ultimo affinché terzi qualificati (i frequentatori dei sevizi igienici) se ne impossessino, facendone uso ed irrimediabilmente trasformandoli in beni priopri. 

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