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 Le porte delle scuole si sono chiuse, i bambini giocano felici nei prati e le maestre si godono qualche mese di libertà. Con giugno si chiudono le aule, ma si aprono le speranze, la speranza di un anno scolastico migliore di quello precedente e la nostalgia di quello passato, degli insegnamenti lasciati ad ogni bambino. L’Italia è un paese arcobaleno, dedito all’integrazione e all’accoglienza, ed in un periodo in cui talvolta ci si dimentica di quanto sia importante la parola ACCOGLIENZA ed il suo significato, pieno e complesso, una scuola del nostro territorio brilla per il rispetto del suo significato. Il secondo circolo didattico, plesso rione trieste, viene insignito dal premio Don Milani, istituto dalla rete “mediterraneo sociale”, che intende promuovere la qualità della vita, nella fase dell’età evolutiva, anche attraverso la promozione di servizi integrati territoriali rivolti alle bambine e ai bambini attraverso un Sistema Integrato Territoriale di Servizi Sociali di cittadinanza e percorsi di assistenza familiare. Le maestre della suddetta scuola, hanno rispettato ed onorato, i temi delicati di cui sopra, e la spontaneità e la serenità dei bambini che la frequentano, ne sono la chiara dimostrazione. Il clima che si respira nel plesso di Rione Trieste, dovrebbe essere un esempio per tutte le scuole che hanno creato casi di razzismo e misantropia, trasmessi ai bambini nel peggiore dei modi. I bambini meritano di scalpitare liberi e selvaggi, come cavalli, senza conoscere artifici. Devono essere amici tra di loro, essere scudo e spada per avanzare lungo la rotta della vita. Devono cantare, ballare insieme, imparare dalla musica di ogni cultura, cantarla, urlarla, strapparla via da dentro e sputarla fuori, a voce piena, a polmoni in riserva d’aria, come fosse una preghiera laica, come fosse una liberazione, una necessità. I colori, quelli di Napoli, della Campania, dell’Italia, quelli dell’Africa, della Cina, dell’India, quelli che buttano giù le barriere, quelli di una razza sola: la razza umana, questo dovrebbero insegnare le educatrici ed è questo che a Rione Trieste le maestre persone speciali, prima che educatrici, hanno trasmesso ai loro bambini, figli di cuore. É tempo di cambiare, È tempo di accettarci, l’eccellenza di una scuola ci ha dato un grande insegnamento, noi seguiamolo.

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Maria Prisco, classe 92' , studentessa di giurisprudenza. Spiccata passione per la giustizia e per la conoscenza dei fenomeni criminali. La rubrica comprenderà non solo riflessioni sulle notizie settimanali legate ai fatti accaduti, ma anche excursus storico-politici, che hanno condotto all'attuale sistema criminale.

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