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Mi sono sempre chiesta come potrebbe esser ritornare a Napoli dopo anni che sei stata fuori.Oggi l’ho chiesto ad una persona.

Con gli occhi pieni d’emozione, la pelle d’oca mi racconta la sua avventura nei quartieri Napoletani…sai quei tipici quartieri che vedi nei film…dove tutto appare teatralmente meraviglioso.

Mi ha colpito un suo racconto in particolare.
Un suo zio aveva un negozio, uno di quei negozi dove ci vivi, ci lavori una vita poi un giorno per motivi sconosciuti gli fu sottratto.
Causa avviata per recuperare il negozio, famiglia da portare avanti spese su spese e l’unica rendita era tutta chiuso in quel negozio.

Allora come si fa? 
Presi dalla disperazione ma al tempo stesso dal coraggio, allestiscono una bancarella con i loro prodotti e iniziano a rialzarsi piano piano.
Fino a qui tutto normale.
Ma, la poesia, l’emozione e la commozione l’ho percepita quando questa persona mi dice:- Sai la cosa bella qual’è? che tutti li nel rione sanità hanno dato una mano a mio zio, chi gli portava una cosa e chi un’altra.Avevo gli occhi pieni di lacrime, la pelle d’oca perchè possono dirci tutto, possiamo essere veramente un popolo strano ma simm gent e cor.
Gent ca ten o bene e dà ammor.
Perchè il Napoletano può essere teatrale ma quando si tratta di sostegno, amore e altruismo siamo sempre al primo posto.

A cura di Gina Pezzillo Gina

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