Gli ormoni della tiroide, la triiodotironina (T3) e la tetraiodotironina o tiroxina (T4) sono fondamentali nel regolare la funzionalità cardiaca, l’ossificazione, l’emopoiesi (la formazione e maturazione delle cellule del sangue), il metabolismo dei lipidi e degli zuccheri, la termogenesi (la regolazione della temperatura corporea) e la funzionalità cerebrale. In caso di ipotiroidismo, ossia ridotta produzione degli ormoni tiroidei, è opportuno avere un’adeguata alimentazione sia per aiutare la tiroide a funzionare meglio sia per limitarne i sintomi (maggiore sensibilità al freddo, stanchezza, tristezza, rallentamento del metabolismo e conseguente aumento del peso corporeo, abbassamento della difesa immunitaria, secchezza della pelle, indebolimento dei capelli etc.)

ACCORGIMENTI DIETETICI

Assumere con la dieta adeguate quantità di:

– IODIO, in quanto esso serve per la sintesi degli ormoni tiroidei. Ne sono fonti tutti i prodotti di origine marina: pesce azzurro, crostacei, molluschi, sale marino, sale iodato, alghe marine e pistacchi, noci, nocciole, cocco, lenticchie, mele, ananas, pomodori, mango etc. ;

– SELENIO, che è utile nella metabolizzazione degli ormoni tiroidei ed è presente nei cereali integrali (riso, orzo, kamut, farro etc.), nel pesce (tonno, sardine etc.), nelle patate, nella carne, negli anacardi, nelle noci brasiliani etc.;

– ALIMENTI RICCHI DI VITAMINA A, per migliorare il funzionamento della tiroide e la salute di pelle e capelli, e ne sono un esempio l’indivia, i pomodori, le carote, le uova, le vongole, le arance, l’ananas, gli spinaci, i loti, etc.;

– ALIMENTI RICCHI DI VITAMINA B, per aumentare la difesa immunitaria, migliorare la funzionalità cardiaca e il sistema nervoso. Sono ricchi di vitamina B le cozze, il baccalà, le sardine, il salmone, il tonno, le acciughe, il fegato di bovino, di pollo e di agnello.

Quali cibi evitare? :

I CIBI RICCHI DI ZUCCHERI;

– LE CRUCIFERE: cavoli, cavoli broccoli, cavolfiore, verza, carciofi, broccoli etc. in quanto gozzogeni, ossia favoriscono la formazione del gozzo sottraendo iodio alla tiroide;

– LA SOIA e tutti i PRODOTTI A BASE DI SOIA in quanto riducono l’assorbimento del farmaco preso in caso di ipotiroidismo; Inoltre studi recenti dimostrano che nel caso in cui la tiroidite (tiroidite di Hashimoto) fosse causata da un’intolleranza al glutine, una dieta che sia priva di quest’ultimo può essere d’aiuto a migliorare il quadro clinico.

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