A partire dal 1^ maggio 2015, e con le novità introdotte dalla NASPI 2017, Il lavoratore dipendente che perde il posto di lavoro, può contare sul sostegno al reddito dell’indennità di disoccupazione Naspi (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego). Nello status di Lavoratori dipendenti, ai fini del percepimento dell’assegno di disoccupazione, sono compresi anche gli apprendisti e i soci di cooperativa purché, questi ultimi, accanto al rapporto associativo abbiano instaurato un rapporto subordinato; rimangono invece esclusi i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e gli operai agricoli. Di seguito alcune delucidazioni, ricordando a tutti che, per semplificare le cose, è necessario rivolgersi ad un PATRONATO, presente in tutte le sedi sindacali.

REQUISITI PER ACCEDERE ALLA PRESTAZIONE

  • Stato di disoccupazione, intendendo la perdita del lavoro per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore
  • Tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione
  • Trenta giorni di effettivo lavoro nei dodici mesi precedenti l’inizio della disoccupazione
  • Dichiarazione, al centro per l’impiego, della propria immediata disponibilità allo svolgimento dell’ attività lavorativa e partecipazione a misure di politica attiva del lavoro

ECCEZIONI ALLA PERDITA DELL’OCCUPAZIONE PER CAUSE INDIPENDENTI DALLA PROPRIA VOLONTA’

E’ possibile accedere al trattamento anche in pochi casi di dimissioni, quindi evento dipendente dalla volontà del lavoratore, durante il periodo tutelato di maternità oppure nel caso di giusta causa, cioè quando si sia verificata una causa che non consente la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto di lavoro, a titolo esemplificativo il non pagamento delle retribuzioni da parte del datore di lavoro.

Altra eccezione è il caso della risoluzione consensuale allorquando sia intervenuta nell’ambito della procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro, oppure nell’ipotesi di licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione proposta dal datore di lavoro entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento ed infine se interviene a seguito del rifiuto del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre 50 km dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile in 80 minuti con mezzi di trasporto pubblici.

 

IMPORTO DELL’ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE ( NASPI )

L’importo della NASPI è pari ( SOLO A TITOLO ESEMPLIFICATIVO PERCHE’ C’E’ DA FARE UN CALCOLO PRECISO ) al 75% della retribuzione. In ogni caso, l’importo massimo dell’indennità non può superare i 1.300 euro al mese. Considerando, inoltre, che a partire dal 91^ giorno questo importo si riduce del 3%.

DURATA DELLA NASPI

La durata della Naspi varia in base alla storia contributiva di ogni soggetto: è corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, fino ad un massimo di 24 mesi. Esempio: due anni lavorati negli ultimi quattro = un anno di NASPI.

TERMINI ENTRO I QUALI PRESENTARE DOMANDA

Al fine di ottenere la prestazione di disoccupazione Naspi è necessario presentare la domanda, a pena di decadenza, all’INPS, in modalità telematica, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. E’ utile sapere che l’assegno decorre dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno o dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda, nel caso in cui questa sia presentata dopo l’ottavo giorno;

CASI DI SOSPENSIONE, DECADENZA O RIDUZIONE DELL’ASSEGNO NASPI

Il disoccupato si vede applicare la sanzione della decadenza innanzitutto quando perde lo stato di disoccupazione, venendo a mancare uno dei requisiti per l’ottenimento dell’integrazione salariale in secondo luogo nelle situazioni in cui non partecipi in modo attivo alle attività proposte per la sua ricollocazione nel mondo del lavoro siano esse di carattere formativo per il rafforzamento delle proprie competenze professionali o di riqualificazione; oppure nel caso di mancata presentazione alla convocazione per gli appuntamenti con il tutor per la conferma dello stato di disoccupazione e la stipula del patto di servizio, ed ancora se rifiuta un’offerta di lavoro in linea con le caratteristiche professionali. Vi sono invece situazioni in cui la prestazione viene sospesa oppure ridotta.

La sospensione opera nel caso in cui il disoccupato ottenga una rioccupazione con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato di durata non superiore a sei mesi, per tale periodo l’indennità NASPI è sospesa riprendendo al termine del contratto per il periodo residuo spettante.

Il lavoratore non deve fornire alcuna comunicazione in quanto la sospensione opera d’ufficio sulla base delle comunicazioni obbligatorie.

I casi della riduzione, invece, riguardano le situazioni di svolgimento da parte del beneficiario di attività lavorativa in forma autonoma o subordinata da cui, però, derivi un reddito inferiore al limite di conservazione dello stato di disoccupazione.

Il soggetto interessato deve obbligatoriamente comunicare all’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività lavorativa il reddito derivante dalla stessa e l’indennità viene ridotta di un importo pari all’80% dei redditi presunti, rapportati al tempo che intercorre tra le date di inizio e fine attività.

SI RACCOMANDA A CHI INTENDA PRESENTARE LA DOMANDA, DI RIVOLGERSI AD UN PATRONATO, PORTANDO CON SE L’ULTIMA BUSTA PAGA, LA LETTERA DI LICENZIAMENTO E UN DOCUMENTO DI IDENTITA’.

 

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