Oggi tutti festeggiano Halloween, ma pochi conoscono la storia di questa festa. Penso sia riduttivo definire Halloween come la festa del macabro e del male. Piuttosto questa è la sua degenerazione, “la piega storta” che ha preso col tempo. Cerchiamo di vederci chiaro. Per i Celti, ovvero gli abitanti di delle odierne Gran Bretagna e Francia settentrionale, il 31 ottobre rappresentava la vigilia di capodanno che, secondo il loro calendario, ricadeva proprio il 1 novembre e non il 1 gennaio. Halloween era una sorta di rito apotropaico contro il male, una ricorrenza fatta di danze attorno ai falò e parate in costumi ricavati da pelli e teste di animali. Con questi si salutava la fine dell’autunno e l’inizio della stagione buia e fredda. Dopo una notte di baldoria i druidi, ovvero i dignitari della classe sacerdotale, consegnavano alle famiglie un tizzone, il quale sarebbe stato di buono augurio e avrebbe preservato la casa dagli spiriti maligni se utilizzato per accendere un nuovo fuoco o cucinare il primo pasto invernale. Sarete sorpresi a scoprire che la ricorrenza cristiana di Ognissanti deriva proprio da questa festa e non viceversa, come si è portati a credere. Infatti, quando nel I secolo d.C. i romani invasero la Bretagna, i loro usi e costumi si mischiarono a quelli degli autoctoni. Nel lontano 853 d.C. la chiesa Cattolica romana dedicò il giorno del capodanno celtico alla venerazione di tutti i Santi chiamandolo “HALLOWMAS” o “ALL HALLOWS” (che significano appunto “Ognissanti”). Il giorno successivo, ovvero il 2 novembre, sarebbe stato dedicato alla venerazione dei morti e festeggiato con grandi parate di persone travestite da angeli, santi e demoni.

E tuttavia, la diffusione della religione cristiana apportata dai romani non fece dimenticare ai britannici le loro vecchie origini. Infatti si continuò comunque a festeggiare la vigilia di Tutti I Santi (ALL HALLOW’S EVE) il giorno 31 ottobre. Etimologicamente parlando, da ALL HALLOW’S EVE si passò a chiamarla HALLOWE’EN e infine “HALLOWEEN.

Articolo di Milena Napolitano

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