«Come presidenza diocesana di Azione Cattolica, invitiamo le associazioni parrocchiali e
interparrocchiali, e i soci di AC delle città chiamate al voto, a vivere con consapevolezza, libertà e
coscienza critica questo importante momento elettorale».

Così la presidenza dell’Azione cattolica della diocesi di Nola inizia il messaggio rivolto ai gruppi
parrocchiali dei sette comuni del territorio diocesano che il prossimo 3-4 ottobre rinnoveranno le
amministrazioni.


Un invito a vivere anche il tempo del voto come possibilità di custodire il bene comune perché,
come bene evidenziato nel titolo dato al messaggio, questo è Il tempo di una politica di
prossimità, fatta di relazioni sane e libere: «Come laici credenti impegnati in una importante
esperienza associativa, – si legge – abbiamo capito dal dramma del Covid che è importante
abbandonare la stagione delle “prediche” rivolte ad altri che spesso servono solo ad
autoassolversi
».


Avella, Brusciano, Camposano, Castello di Cisterna, Lauro, Pago del Vallo di Lauro, Sperone i
comuni diocesani in cui si svolgeranno le elezioni amministrative: «Come presidenza – spiega il
presidente diocesano Vincenzo Formisano – abbiamo scelto di invitare a conoscere liberamente e
attivamente la realtà politica dei propri territori partendo dalle persone che hanno scelto di
candidarsi: l’associazione può farsi promotrice di un ritorno al dialogo costruttivo per il bene delle
comunità cittadine, contrastando la tendenza individualistica che ha fatto ammalare la nostra
società».


Già la fase di preparazione al voto ha svelato fragilità e contraddizioni del sistema politico locale, specchio
abbastanza fedele di fragilità e contraddizioni del tessuto civile e culturale delle nostre città. A Brusciano,
in particolare, si vivrà l’anomala e amara circostanza di un voto su un unico contendente alla carica di
sindaco.

Ma nonostante le criticità che si vedono a occhio nudo nel modo di intendere l’impegno politico nei nostri
territori, riteniamo che non sia più tempo di alibi e di “indici puntati”. Come laici credenti impegnati in
una importante esperienza associativa, abbiamo capito dal dramma del Covid che è importante
abbandonare la stagione delle “prediche” rivolte ad altri che spesso servono solo ad autoassolversi. È il
tempo di assumerci in tutte le forme possibili il dovere e la corresponsabilità del bene comune.
E già queste elezioni comunali, pur arrivando in un tempo ancora “strano”, possono essere un’occasione
per capire di più e giudicare di meno. Alle elezioni comunali, infatti, i candidati non sono i “professionisti
della politica” ma sono i nostri vicini, i nostri familiari, le persone che incontriamo tutti i giorni nei negozi di
quartiere. Non nomi sconosciuti a cui consegnare una delega in bianco, ma volti con cui condividere
necessità e attese, idee e speranza alla luce di un legame personale basato non su idee astratte, ma su
relazioni di vita e sulle storie di vita. È possibile indagarne le motivazioni – a volte nobili, altre meno -, i
progetti, le competenze. D’altra parte sono persone che abbiamo incontrato per strada e con cui abbiamo
condiviso i luoghi, che continuiamo e continueremo a incontrare. Ciò dà a tutti noi la possibilità di
contribuire alla costruzione di una città a misura d’uomo attraverso il dialogo e il confronto con loro,
possibili – lo ripetiamo – solo all’interno di una relazione vera, sana e libera. Non estraniamoci, non
astraiamoci. È proprio il livello comunale, infatti, che può darci la possibilità di ricostruire una idea di
Politica coincidente con l’idea di Prossimità. Perché la Prossimità è una delle prime forme della Politica.
Nessun monito, dunque. Nessun appello. Nessun vuoto “elenco” di cose che gli altri dovrebbero fare per
conto nostro mentre noi restiamo a guardare e a dare i voti. Ma un invito a capire, conoscere, interessarsi
attivamente e liberamente. Una Politica fatta di relazioni sane e libere può aiutare il territorio a essere più
vivibile e contrastare la tendenza individualistica che ha fatto ammalare la nostra società. E ciascuno di noi
può essere promotore di questa relazionalità buona e non malata. L’associazione nel suo insieme può
svolgere questo ruolo cruciale.
Un particolare segno di vicinanza e amicizia vogliamo offrire, infine, ai soci di AC candidati: noi ricordiamo
loro, e loro ricordano a noi, che l’impegno per la città è una delle forme in cui si esprime la testimonianza
laicale nel mondo, nel solco del Concilio Vaticano II, del Magistero sociale della Chiesa, del Magistero di
papa Francesco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *