Yusra Mardini cresce a Damasco, in Siria, inizia a praticare il nuoto a partire dall’età di tre anni. In seguito allo scoppio della guerra civile in Siria, diventa più difficile e pericoloso vivere nel Paese a causa dei bombardamenti. Anche la piscina dove Yusra si allena viene danneggiata dalle bombe.

Ciò che convince definitivamente Yusra e la sorella Sarah a lasciare il loro Paese è un avvenimento che ha avuto esito fortunato: mentre le due ragazze sono in piscina, una bomba ne buca il tetto e sprofonda in acqua. Nell’estate del 2015, le sorelle Mardini, insieme a un cugino di loro padre e ad altri profughi, intraprendono un viaggio per scappare dalla Siria.

Intraprendono così un cammino lungo un mese che li porta dapprima a Beirut, in Libano, successivamente in Turchia.Una volta raggiunte le sponde turche del Mar Egeo, a Smirne pagano degli scafisti per essere portati in Grecia. Il primo tentativo di varcare i confini dell’Unione europea fallisce quando i profughi vengono intercettati dalla guardia costiera e riportati in Turchia.

In una notte di agosto tentano, nonostante la tempesta imminente, una nuova traversata su un gommone diretto verso l’isola di Lesbo. Durante il viaggio comincia un temporale e il natante, sovraffollato a causa della presenza di 20 passeggeri, su un gommone da 9, inizia a imbarcare acqua. I profughi sono costretti a gettare in mare i loro bagagli. Yusra e Sarah, insieme a due uomini (che a turno si danno il cambio) si tuffano in acqua. In balìa del mare, le sorelle Mardini nuotano per mantenere in equilibrio la barca. Il loro sforzo, durato oltre tre ore e trenta minuti, permette al gruppo di profughi di salvarsi da un naufragio e raggiungere le coste greche.

Una volta in Europa, Yusra e Sarah attraversano i Balcani, a piedi e in treno, passando per Macedonia, Serbia, Ungheria e Austria. Nel mese di settembre, trovano accoglienza in Germania, a Berlino. Qui riprendono a praticare il nuoto, presso la piscina del club Wasserfreunde Spandau 04, situata a poca distanza dal campo profughi dove vivono e costruita in occasione delle Olimpiadi del 1936.[4] Grazie a un allenatore di nuoto, di nome Sven, le sorelle si trasferiscono in un edificio vicino alla piscina.

A Berlino la famiglia si riunisce, con l’arrivo dei genitori e di Shahed, che hanno compiuto un viaggio come quello delle sorelle maggiori. La famiglia chiede lo status di rifugiati.

Nel 2016, grazie a duri e costanti allenamenti, Yusra Mardini ha partecipato alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nella nuovissima Squadra dei Rifugiati. Pur non essendosi classificata tra i primi, è diventata famosa per il suo viaggio. Nella sua autobiografia, Butterfly, Yusra racconta anche come, all’inizio, mal sopportasse le continue interviste e attenzioni.

Nel 2021 rappresenta alle Olimpiadi di Tokyo, la squadra del Rifugiati, poiché la Guerra Civile Siriana è tuttora in corso. Per noi hai vinto già ❤️

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