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9.34 è l’ora che segna l’orologio di Senerchia. 
19.34 è l’ora in cui il tempo si è fermato, le vite sono state interrotte, l’aria si è spezzata, le case sono crollate. 
19.34 è l’ora in cui un paese, delle anime, degli occhi, delle vite ancora da vivere, sono state dimenticate. 
19.34 è l’ora in cui i bambini persero i propri giochi, le madri i propri utensili da cucina, i padri gli attrezzi da lavoro. 
19.34 è l’ora in cui un paese è vivo, abitato da anime in festa, da cuori ricolmi di gioia, da storie ancora da raccontare; è diventato un paese fantasma.
19.34 è l’ora in cui, a Senerchia, borgo arroccato, in Irpinia, è decisamente finito il mondo, nel lontano 23 novembre 1980.
Tutto è rimasto immutato. Nulla è cambiato da quel giorno.
Si respira il dolore delle vite spezzate; dei sogni riposti in quei cassetti distrutti dalle macerie; della cena che stava bollendo in quella pentola ormai invecchiata, mentre i bambini giocavano in cortile; delle speranze raccolte sui cuscini sognanti, ormai deteriorati dal tempo; della bellezza visibile in quelle piantine che sembrano rifiorire fuori ai terrazzini ridotti in macerie.
19.34 è l’ora in cui è stato dimenticato non solo un paese ma anche delle vite, a cui non è stata data la possibilità di ricominciare.
19.34 è l’ora in cui la signora Rosa (in foto) ha dovuto lasciare la sua casa, il suo bene più prezioso. Ma non si è arresa, non si è trasferita, ha ricostruito ogni singola parte del suo mondo, ha preteso che le campane della chiesa, vicino casa sua, ricominciassero a suonare e che quel paese ricominciasse a sentire i battiti di chi credeva nella forza di quella terra.
19.34 è l’ora che ci comunica, che è giunto il momento, dopo 38 anni, di spostare le lancette e ricominciare a respirare. Un po’ come ha fatto la signora Rosa e ad altri abitanti, che vivono tranquilli nelle loro case ricostruite con fatica, tra le macerie.
Perché in fondo, nulla è mai perduto davvero se tra le macerie e un orologio guasto, c’è chi ricostruisce e sposta le lancette della vita 38 anni dopo.


A cura di Maria Prisco
Ph. Rosa Mazzocchi

 

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Maria Prisco, classe 92' , studentessa di giurisprudenza. Spiccata passione per la giustizia e per la conoscenza dei fenomeni criminali. La rubrica comprenderà non solo riflessioni sulle notizie settimanali legate ai fatti accaduti, ma anche excursus storico-politici, che hanno condotto all'attuale sistema criminale.

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