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Nola-la storia che vi raccontiamo oggi è quella dello sfruttamento incondizionato di un lavoratore all’interno di una famosa catena di supermercati.
 
Dopo aver già in passato affrontato questo argomento sullo sfruttamento di tanti lavoratori in numerosi supermercati,siamo certi ora che il fenomeno del rapporto tra ore lavorate e retribuzione abbia raggiunto i livelli di totale follia.
“Lavoriamo quasi il doppio delle ore dichiarate e retribuite- dichiaravano alcuni dipendenti di una nota catena – senza contare le costanti pressioni psico-fisiche alle quali siamo soggetti. Un’escalation senza fine, di soprusi, ore infinite a sgobbare con lo scopo di accrescere solo ed esclusivamente la tasca degli imprenditori a discapito di noi poveri esseri umani.” 
 
Questo è quello che succede ancora in questi punti vendita e nonostante ci siano state denunce in passato, questo accade nuovamente, lasciandoci davvero perplessi sul mancato intervento da parte delle istituzioni o  degli organi preposti al controllo.
 
In particolare la nostra attenzione oggi ci porta a Nola dove la persona in questione è stata assunta regolarmente da un un noto supermercato. Inizialmente la promessa era che venisse assunta con contratto nazionale, il quale prevedeva un’ orario di lavoro di circa 36 ore settimanali e una retribuzione di circa 1280 euro.
Ma ad un anno da ciò tutto è stato stravolto.La stessa – come dichiara alla nostra redazione – è costretta a lavorare circa 12/13 ore al giorno compreso anche il sabato e mezza giornata la domenica per 600 euro al mese. Un ‘ennesimo caso, un’ennesima vittima del sistema, l’ennesima prova dura e costante di come al sud si calpesti la dignità di un lavoratore, l’ennesima prova della linea di demarcazione che suddivide il centro nord dal sud Italia.
Allora ci chiediamo che prospettive avranno i giovani se le prerogative di lavoro sono queste? Perché nessuno interviene per tenere a bada un fenomeno sempre più in crescita? Ai posteri l’ardua sentenza
 

1 commento

  1. Bravo,la ricchezza al sud resta sempre indietro rispetto al nord,proprio per questo accattonaggio di alcuni imprenditori che non remunerano come si deve l’impiegato e la ricchezza non si distribuisce a causa del potere di spesa dei singoli che manca.

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