Le basi giuridiche e tecniche per il controllo delle prestazioni estive negli ultimi anni stanno mettendo radice nei vari regolamenti nazionali e locali. Servirebbero nuovi strumenti d’analisi per affrontare il problema della prestazione energetica durante l’intero anno climatico attraverso un approccio prestazionale: è il risultato finale che conta.
Per il momento, il legislatore detta le regole punto per punto per evitare il surriscaldamento degli ambienti. L’approccio adottato è quindi prescrittivo e gli aspetti su cui è posta l’attenzione sono:
– il controllo della ventilazione
– il controllo dell’irraggiamento
– il controllo delle caratteristiche inerziali delle strutture opache
– il controllo del bilancio energetico estivo dell’edificio.
Le indicazioni di legge sono da verificare per tutte le categorie di edifici, così come classificati in base alla destinazione d’uso del D.P.R. n. 59/2009 nel caso di:
– edifici di nuova costruzione;
– ampliamenti di edifici esistenti (anche con un volume minore del 20% rispetto al volume pre-esistente);
– ristrutturazioni integrali degli elementi dell’involucro e demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria di edifici esistenti con superficie utile maggiore di 1000 m2;
– ristrutturazioni totali e manutenzioni straordinarie dell’involucro.

La legge prescrive di utilizzare al meglio le condizioni ambientali esterne e le caratteristiche distributive degli spazi per favorire la ventilazione naturale, e se ciò non risultasse efficace, di impiegare la ventilazione meccanica nel rispetto del D.P.R. n. 412/1993
È chiaro che una corretta progettazione deve tendere alla migliore interazione tra edificio e ambiente, sia durante la stagione estiva che invernale. In merito il legislatore ricorda che, ove possibile, non va trascurata la progettazione degli spazi esterni per la creazione di un microclima favorevole al benessere.
Con questo si può favorire il raffrescamento in due modi: attraverso la riduzione delle temperature nelle immediate vicinanze dell’edificio (la presenza di vegetazione porta ad abbassamenti delle temperature per ombreggiamento e per evapotraspirazione delle piante), e attraverso la possibilità di incanalare o comunque sfruttare i venti e le brezze locali.
Per una corretta distribuzione degli spazi interni invece, non bisogna dimenticare quali sono i meccanismi che governano la dissipazione per convezione.
Quello che ci interessa è capire le modalità d’attuazione della ventilazione naturale e le sue potenzialità di raffrescamento, pur sapendo che lo scambio termico dipende da un gran numero di parametri spesso di difficile analisi, come le caratteristiche generali del fluido (viscosità, coefficiente di dilatazione termica, diffusività e conduttività), o specifiche dell’edificio (geometria del sistema, differenza di temperatura tra parete e fluido, velocità del fluido rispetto alla parete).

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