Ebbene si, siamo in un epoca dove il cinema italiano non riesce piu’ a sorprendere. Ovviamente ci sono rari casi in cui pellicole che per impatto visivo (vedi La Grande Bellezza) o per una sceneggiatura originale davvero originale (vedi Perfetti Sconosciuti) riescono ad accattivare il pubblico oltre i confini della penisola.

Eppure c’e’ stato un tempo in cui la maestria del cinema italiano era all’ordine del giorno. Un tempo in cui il cinema di casa nostra faceva scuola. Un tempo in cui avevamo Sergio Leone, uno dei maestri della cinamatografia nostrana.

Per parlare del grande regista romano, non abbiamo aspettato la data della sua scomparsa ne l’anniversario dell’uscita di uno dei suoi capolavori. E’ sempre il momento giusto per omaggiare Big Sergio.

E’ stato definito da Quentin Tarantino il primo regista post-moderno e nonostante la sua filmografia conti ‘solo’ sette capolavori, e’ riuscito ad entrare nel cuore e nella mente sia degli addetti ai lavori che degli appassionati di tutto il mondo.

Lo stesso Tarantino ospite a “Parla con me” ha dichiarato che Leone rappresentasse la nascita della cinematografia moderna a discapito della noiosa epoca di John Ford (regista della stragrande maggioranza di film western con protagonista John Wayne).
Noi non possiamo che prendere atto di queste dichiarazioni. I film di Leone non erano semplici film western, bensi’ grandi storie ambientate nel west con tematiche tuttora attuali e grandi personaggi.

I cowboy di Leone erano paragonabili a degli eroi, mentre i cacciatori di taglie o i cattivi di turno erano simili a dei gangster, con cruente scazzottate, spedizioni punitive e duelli all’ultimo sangue.

Il tutto era condito con le straordinarie musiche di Ennio Morricone che si plasmavano perfettamente alle immagini creando un’atmosfera unica dove l’emozione e la suspance la facevano da padrone.
Epiche le inquadrature in primo piano sugli attori (mai scelti a caso), geniali e innovativi i dialoghi che riuscivano a spiazzare lo spettatore e egregia la costruzione delle scene piu’ spettacolari come gli inseguimenti a cavallo o le esplosioni.

Inoltre, lasciando da parte la famosa ‘Trilogia del dollaro’ e ‘C’era una volta il west’, Leone ha realizzato altre tre pellicole che si distaccano da essi cosi’ da non poterlo definire monotematico.

Parliamo de ‘Il Colosso di Rodi’ del 1961, film mitologico, primo film in assoluto del regista e unico film in cui non si avvalse delle musiche di Morricone.
“Giu’ la testa” del 1972 uno dei pochi film a trattare la semisconosciuta ‘Rivoluzione messicana’ e “C’era una volta in America” del 1984. Il suo piu’ grande capolavoro prima di lasciarci per sempre nel 1989. Giudicato dalla critica come una delle piu’ belle pellicole di sempre, per Leone fu un sogno divenuto realta’, pensate che dovette rinunciare alla direzione de ‘Il Padrino’, assegnata poi a Francis Ford Coppola, perche’ ci lavoro’ per piu’ di dieci anni prima della realizzazione.

Cosa dire di piu’??? Come da titolo, semplicemente un Re del cinema (non a caso figlio della capitale).
Un nostro riconoscimento che vogliamo concludere come se fosse il titolo di uno dei suoi lavori.

C’era una volta Sergio Leone.

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