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Fra le cime alpine che fanno da sfondo alla cittadina svizzera di Zermatt è stato inaugurato il nuovo ponte pedonale sospeso Charles Kuonen.
Operativo da luglio, ha già battuto un importante record: con i suoi 494 metri di luce, è subito diventato l’attraversamento sospeso pedonale più lungo del mondo.
La nuova struttura ha sostituito quella vecchia, danneggiata nel 2010 da una frana, e ha reso di nuovo pienamente operativo il collegamento tra due sezioni di Europaweg, il sentiero pedonale nato nel 1997 che con i suoi 33 km collega Grächen e Zermatt passando per St. Niklaus, Randa e Täsch.
I numeri della nuova struttura non sono imponenti solo nella ragguardevole lunghezza. Realizzata completamente in acciaio in sole 10 settimane dall’azienda svizzera Swissrope, nel suo punto più alto si eleva di 85 m rispetto al fondo valle e permette di risparmiare dalle tre alle quattro ore di cammino nella percorrenza dei due giorni richiesti per il completamento di Europaweg. Con un impalcato largo 65 cm, ha richiesto l’impiego di 8 tonnellate di cavi di metallo, collega due punti separati da un dislivello di 600 m (tra i 1.600 e i 2.200 metri slm) e apre la vista, oltre che sul vuoto sottostante, anche sulla corona delle Alpi Bernesi e sui 4.500 m del Weisshorn e del massiccio del Cervino, al confine con l’Italia.
Il modello, più tecnologico ed evoluto, è quello del ponte tibetano, costituito, nella sua forma più basica, da tre funi in tensione che, collegate tra loro, formano una struttura dalla sezione triangolare in cui le funi stesse fungono da base e mancorrenti. Mentre a livello concettuale il suo funzionamento è piuttosto semplice, meno banale è il calcolo e il dimensionamento di strutture imponenti che devono essere opportunamente ancorate alle pareti laterali e poste in tensione nella giusta misura che dà stabilità e permette di ridurre al minimo le oscillazioni.
Il Charles Kuonen è una struttura modulare sorretta da due lunghe funi di acciaio da 53 mm di diametro che, collegate da grandi staffe trapezoidali metalliche a cui si legano anche le reti di protezione laterali, sorreggono un impalcato in grigliato metallico, che riesce a coniugare un peso ridotto e una giusta portanza a una migliore capacità di controllo delle oscillazioni rispetto a un elemento pieno.

 

Anche l’Italia vanta esempi di ponti tibetani illustri, alcuni dall’impostazione più tradizionale. Il più lungo (e suggestivo) si trova sulle Alpi piemontesi, in alta Valle di Susa tra i comuni di Cesana e Claviere, dove le Gorge di San Gervasio (e i fondi olimpici) hanno permesso la realizzazione di tre ponti in cavi collegati l’uno all’altro lunghi complessivamente 478 m.
Oltre ad essere un’imponente opera di ingegneria, il Charles Kuonen realizza anche un nuovo passo avanti nello sviluppo di un turismo più sostenibile che, con la Svizzera sempre fra le avanguardie, quest’anno sta vedendo molto attive anche alcune località alpine nostrane. Dal 5 luglio, mentre la Provincia di Bolzano sta approvando le linee guida per una maggiore promozione della mobilità sostenibile e si sta lavorando sulla realizzazione del progetto del “Treno delle Dolomiti”, in Trentino-Alto Adige è infatti operativo il progetto pilota DolomitesVives, che ha chiuso, non senza polemiche, per nove giornate il Passo Sella al traffico privato motorizzato consentendo il transito solo pedonale, del trasporto pubblico e delle biciclette.

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