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Rischia fino a 2 anni di carcere chiunque, avendo acquisito in maniera abusiva segreti commerciali, li rivela o li impiega a proprio o altrui profitto. È una delle novità del decreto legislativo sulla “protezione del know how e delle informazioni commerciali riservate” approvato oggi in via definitiva dal Consiglio dei ministri in attuazione della direttiva Ue 943/2016.
Il decreto, si legge nel comunicato di palazzo Chigi, prevede misure sanzionatorie penali e amministrative efficaci, proporzionate e dissuasive in caso di acquisizione, utilizzo o divulgazione di tali informazioni.
Divieto abuso informazioni aziendali e segreti commerciali
Nello specifico, viene ampliato il divieto, già esistente, di acquisire, rivelare o utilizzare, in modo abusivo, informazioni ed esperienze aziendali, salvo il caso in cui esse siano state conseguite in modo indipendente, “stabilendo che l’utilizzo o la divulgazione di un segreto commerciale si considerano illeciti anche qualora un soggetto fosse a conoscenza (o, secondo le circostanze, avrebbe dovuto essere a conoscenza) del fatto che il segreto commerciale era stato ottenuto direttamente o indirettamente da un terzo che illecitamente lo utilizzava”.
Inoltre, viene stabilito che la produzione, l’offerta o la commercializzazione, così come l’importazione, l’esportazione o lo stoccaggio di merci costituenti violazione a tali fini “si considerano un utilizzo illecito di un segreto commerciale anche quando il soggetto che svolgeva tali attività era a conoscenza (o, secondo le circostanze, avrebbe dovuto essere a conoscenza) del fatto che il segreto commerciale era stato utilizzato illecitamente”.
Infine, il testo interviene anche sul fronte sanzionatorio, modificando l’art. 623 del codice penale e prevedendo la pena della reclusione fino a due anni per chiunque, avendo acquisito in modo abusivo segreti commerciali, li rivela o li impiega a proprio o altrui profitto.

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