Osservare in mensa fraterna
Per comprendere la multidimensionalitΓ del disagio Γ¨ opportuno osservare da vicino il fenomeno adottando il metodo etnografico nel senso che le annotazioni dirette sul campo vengono riportate attraverso la parola degli attori sociali reali, incontrati per unβintervista o per la condivisione di alcune situazioni specifiche.
Durante le prime visite alla Mensa Fraterna del Comune di Nola si Γ¨ deciso di agire come βosservatrice sconosciutaβ agli occhi degli utenti che fruivano del servizio, per reperire βvisivamenteβ le informazioni necessarie per costruire e definire i contorni della condizione degli βhomelessβ e per godere di un parziale accesso a quello spazio fisico e simbolico che Γ¨ il contesto della Caritas. Fondamentale Γ¨ ed Γ¨ stato per lβesperienza di ricerca qui analizzata, il ruolo ricoperto dai βguardianiβ (o gatekeepers nella letteratura anglosassone); ossia di figure che, per la propria qualifica, conoscenze o ruolo, ricoprono una posizione cruciale per lβaccesso al campo.
Per non dare nellβ occhio, durante le prime ore di volontariato si Γ¨ deciso di alternare βi tempi di cotturaβ, intesi proprio come attivitΓ svolte in cucina con gli annessi e connessi che il servizio mensa comporta con βi tempi di servizio in salaβ, per conoscere le movenze, le abitudini, le preferenze e i comportamenti degli utenti seduti ai tavoli in attesa del pasto caldo al fine di conoscere la vita sociale e nello specifico il modo in cui le situazioni quotidiane sono rese ordinarie.
Il momento del pasto in Mensa Fraterna Γ¨ un evento particolare, gestito con regole precise e molta cura; lβallestimento scenico della sala segue un rituale che comporta alcuni passaggi obbligati (pulizia dei tavoli, sistemazione delle sedie e preparazione di tovaglie rigorosamente in carta, con salviette, bicchieri, acqua e posate in plastica).
Durante il volontariato in Caritas, le osservazioni sono state svolte di giovedΓ¬, in quanto, stando alle parole dei volontari veterani, lβaffluenza Γ¨ maggiore, perchΓ© il menu del giovedΓ¬ risulta essere particolarmente gradito dalla fascia dβutenza considerata. Molti soggetti, perΓ², non appena consumato il vitto βspariscono dalla vistaβ nel vero senso della parola in quanto secondo quanto sostenuto dal mio guardiano essi sono abituati a vivere in incognito. Durante lβosservazione Γ¨ capitato di percepire, soprattutto dai destinatari stranieri, il timore di essere interrogati, anche con il solo sguardo; pertanto in veste di osservatrice mi sono limitata ad osservazioni di pochi minuti e specificamente durante la preghiera di benedizione degli alimenti, momento in cui i soggetti risultavano piΓΉ assorti e meno concentrati sulla presenza di una donna in sala.