L’amniocentesi consiste nel prelievo di liquido amniotico per via transaddominale.
Le indicazioni all’esame più o meno sovrapponibili a quelle della villocentesi si possono compendiare in due categorie:

1) La presenza di un rischio procreativo a priori legato:
– età materna
– all’anamnesi ostetrica
– al cariotipo parentale

2) la presenza di un rischio evidenziato si nel corso della gravidanza attuale attraverso:
– gli esami ematochimici
– l’indagine ultrasonografica

A queste indicazioni si aggiungono, soprattutto nel terzo trimestre, alcune peculiari possibilità diagnostico-terapeutiche:
– la valutazione della maturità polmonare
– il dosaggio della bilirubina fetale nel isoimmunizzazione Rh
– la decompressione della cavità amniotica in corso di polidramnios.

Considerando i tempi di impiego sì e soliti suddividere l’amniocentesi in tre tipologie:

  • amniocentesi precoce eseguita tra l’undicesima e e la quattordicesima settimana di gravidanza
  • l’amniocentesi del secondo trimestre eseguita tra la quindicesima e la ventesima settimana ed attualmente più diffusa
  •  l’amniocentesi tardiva eseguita oltre la ventiquattresima settimana.

Una volta effettuato il prelievo la risposta all’esame avviene nel giro di 15-20 giorni circa tempo necessario all’analisi citogenetica previa cultura cellulare degli amniociti.
Talora nei casi in cui fosse necessaria una risposta in tempi rapidi è possibile far eseguire un analisi con PCR o con tecnica di ibridazione in situ fish su amniociti non coltivati con ottenimento dell’esito diagnostico in 48 ore circa.

COMPLICANZE: le complicanze possono dividersi i maggiori e minori fra le maggiori vanno segnalate:
– la perdita fetale con percentuale del 1%
– le complicanze infettive
– rare lesioni di organi interni
– shock settico

Fra le complicanze minori:
– spotting
– la piccola perdita di liquido amniotico
– le algie lievi crampiformi materni.

E infine possibile che si abbia un fallimento nel prelievo nella cultura o nell’interpretazione delle analisi citogenetica.
Come per la villocentesi anche in seguito ad amniocentesi è documentato il passaggio di modeste quantità di emazie fetali nel circolo sanguigno materno.
Inoltre è bene ricordare che oggi l’amniocentesi viene eseguita sotto controllo e guida ecografica, di conseguenza il rischio di complicanze è diminuito altamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *