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La sindrome di Samo è il termine con cui alcuni studiosi italiani denominano un disturbo che coinvolge l’area dell’affettività, della sessualità e della relazionalità dell’individuo che ne è colpito. L’affezione si presenta come un marcato ea volte ossessivo attaccamento ad un partner malato e una predilizione per i rapporti sessuali con soggetti portatori di malattie contagiose o preferenzialmente, affetti da malattie sessualmente trasmissibili come l’AIDS. la sifilide, l’epatite e la lebbra senza che vi sia alcuna preoccupazione per le pratiche cautelative di protezione dal contagio. La sindrome di Samo prende il nome dall’omonima isola greca del Mar Egeo, Samo, che nel 1800 ospitava un lebbrosario dove vi era permesso di stipulare matrimoni tra le Brosi è la popolazione. Questo evento insolito è riportato dallo scrittore Guido Ceronetti nel libro il “silenzio del corpo”.

La sindrome compie quest’anno vent’anni dalla prima scoperta. Nasce dall’osservazione di coppie in cui una persona è HIV positiva con sintomi mentre l’altra è HIV negativa ed è consapevole della positività del proprio partner. All’inizio dell’epidemia da virus HIV ci fu un caso famoso di una donna francese che si inietta il sangue del suo ragazzo italiano ex tossicodipendente sieropositivo. Questo sollevò scalpore generale e invitò molti scienziati, a studiare il motivo di episodi simili che si ripetevano egli assomigliavano. La sindrome di Samo non è citata nel DSM ma può essere inclusa nelle forme parafiliche della patofilia o nosofilia, caratterizzate dall’amore per la sofferenza o per la malattia che affligge soggetti portatori di patologie con caratteristiche epidemiche è facilmente trasmissibili per via sessuale
Nell’ambito di una indagine condotta nelle istituzioni segreganti, come le comunità terapeutiche, le carceri e le residenze sanitarie assistenziali, al fine di rintracciare le psicopatologie eventualmente presenti nei soggetti coartati a causa di un trascorso deviante, è stato rilevato che, nel 16,5% degli utenti di questa struttura erano presenti sintomi caratteristici della sindrome di Samo. In una prospettiva psicodinamica si può ipotizzare che alla base del rapporto con la persona portatrice dalla sezione contagiosa, può esservi un forte legame affettivo ma, spesso può sussistere una forma di sacrificio trascendentale,autolesionismo, tendenze suicidarie ha connotazione eroica e socialmente giustificabile, immolazione e dedizione totale nei confronti della patologia trasmissibile, più che della persona malata. Nel caso dell’AIDS e delle malattie sessualmente trasmesse si può osservare che il virus paradossalmente diventa, più che un nemico minaccioso, un prezioso alleato in questa ricerca di un rapporto simbiotico, e l’infezione è inconsciamente vissuta come un collant e insostituibile che cementa la coppia in maniera estrema è impenetrabile al resto del mondo. Il profilattico è vissuto come fattore intrusivo nel rapporto è il desiderio di proteggersi come un tradimento al partner. Alcuni autori sottolineano che i processi psichici sottostanti al comportamento di questa sindrome , possono essere ricercati in relazioni conflittuali verificatesi con precedenti figure di attaccamento, in particolare padri violenti possono produrre donne sintomatiche della sindrome di Samo, che decidono di iniziare relazioni erotico sentimentali con un’altra persona, che si trova in una condizione di minore integrità fisica o psichica o sociale. Mentre, uomini colpiti dalla sindrome possono avere sperimentato madri dominanti o anaffettive, motivi sufficienti a spingerli verso una donazione incondizionata di se ad una donna portatrice di una malattia trasmissibile. Il partner della persona con sindrome di Samo, può essere portatore di una patologia infettiva è contagiosa HIV, epatite, sifilide, o psichica invalidante ad esempio è violento, schizofrenico, tossicodipendente, etilista, drogato o è caratterizzato da una condizione sociale grave ad esempio disoccupato socialmente emarginato, prigioniero, magari affetto da una patologia fisica grave che può ostacolare la relazione affettiva o sessuale serena e libera con il partner sano con la sindrome di Samo. La persona con la sindrome di Samo è pienamente consapevole che la conseguenza di tale relazione, è l’acquisizione di una malattia fisica contagiosa. Nel caso in cui esista semplicemente una minore integrità psichica e sociale nel partner, la persona con la sindrome di Samo conosce che tale relazione potrà mostrare molti ostacoli ed eventi stressanti a causa della scelta di iniziare un legame erotico sentimentale con col partner. La persona si trova in una condizione di intorpidimento emotivo rivive principali momenti dolorosi delle antiche relazioni con la figura di attaccamento. Le persone con questa sindrome si sentono, di solito, depresse, stanche di una vita che, ritengono si sia mostrata vuota di affetti e sono alla ricerca di partner ideali. A volte c’è dietro una depressione o dei meccanismi borderline. Esempi concreti ci sono forniti dalle donne, quasi sempre intelligenti responsabili, con la loro fatale tendenza a convertire, bdvitori, giocatori, criminali in modelli di virtù fino all’ultimo impegnata e reagire con amore e dedizione verso il comportamento, sempre uguale dei loro mariti. Ci sono donne che hanno scelto uomini problematici deboli per potersi sacrificare nella vita. Con un uomo relativamente indipendente il suo aiuto e quindi la sua presenza non trovano spazio sufficiente. Queste donne non sarebbero neppure necessarie. Quindi diventa amare troppo quando il vostro padre non è quello giusto non si occupa di voi non è motiva mente disponibile ciò nonostante non si riesce a lasciarlo anzi lo si desidera lo si ama ancora di più.
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Ostetrica di 28 anni con esperienza sperimentale sulle malattie sessualmente trasmesse. Naturalista per passione e produttrice di prodotti fatti in casa, esclusivamente per hobby. Simpatica, esuberante , amante del teatro e della poesia.

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