Febbraio 27, 2024

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ALLATTAMENTO (Parte III)

Cerchiamo ora di spiegare brevemente come favorire dell’allattamento al seno.

Allattare è un gesto naturale, ma può non essere né facile né immediato. Anche perché negli ultimi 30-40 anni molte mamme hanno preferito l’allattamento artificiale e quindi se ne è persa la consetudine.Il latte materno è la scelta più giusta per la salute del bambino.
Le prime ore e i primi giorni successivi alla nascita sono molto importanti: il sostegno degli operatori sanitari e le consuetudini del reparto di maternità possono favorire il buon avvio dell’allattamento o, viceversa, ostacolarlo. Il suggerimento è quindi quello di informarvi per tempo, visitando gli ospedali cittadini e chiedendo come viene gestito l’allattamento.

Il neonato, subito dopo il parto, se posato sul petto della mamma e lasciato tranquillo è in grado di trovare da solo il seno e ciucciare le prime gocce di colostro, ( parte migliore del latte materno, ricco di vitamine e di anticorpi indispensabili per il neonato. Il colostro è presente solo nelle prime 72 ore poi avremo la montata lattea vera e propria).
Mamma e bambino sono naturalmente predisposti per “ritrovarsi” e la particolare situazione ormonale del post parto favorisce l’attaccamento e il buon avvio dell’allattamento.
Per far si che la montata lattea arrivi in terza gionata è necessario allattare spesso, ogni volta che il piccolo sembra interessato a poppare poiché apre e chiude le labbra, volta la testa come per “cercare”, porta le manine alla bocca, sospira, è inquieto.Perché la mamma possa cogliere questi segnali è necessario che il suo piccino sia vicino a lei, di giorno e di notte.
Il pianto è invece un segnale tardivo di fame che, tra l’altro, può interferire con la poppata se il bimbo arriva al seno troppo stanco o nervoso.
Importante valutare che il bambino si attacchi bene al seno, cioè prenda completamente il capezzolo in bocca.
Se il neonato non si attacca immediatamente al seno, non vi spavenktate cercate di assumere la posizione più comoda per lui e per voi, premete l’eggermente il capezzolo in modo da far fuoriuscire delle goccioline di colostro e strofinatele intorno al capezzolo in modo che il vostro bambino ne avverta l’odore ed il sapore così sarà più semplice per lui attaccarsi al seno.
E’ meglio specificare che, l’allattamento non ha orari.
Le poppate al seno sono scandite dalla richiesta del bebè poiché solo lui sa quando il suo minuscolo stomaco è vuoto e quindi è ora di poppare. Nei primi tempi poppate frequenti e numerose (10-12 o più nell’arco delle 24 ore) sono la norma e permettono di stimolare in modo adeguato la produzione di latte.

Al seno il piccolo trova il nutrimento necessario, soddisfa la sete, riceve conforto. Nei primi sei mesi di vita – sottolinea l’Organizzazione Mondiale della Sanità -, l’allattamento dovrebbe essere esclusivo, al bebè non serve altro.
Inoltre, la produzione di latte si basa su un meccanismo di domanda e offerta: più il bimbo ciuccia e più latte viene prodotto.
Tisane, acqua, ciuccio rischiano di interferire con questo meccanismo con possibili effetti negativi sulla produzione di latte e quindi sulla crescita del bebè..

La pratica di pesare il bimbo prima e dopo la poppata rischia infatti di generare ansie che non hanno ragione di essere e non offre alcuna informazione utile, poiché la composizione del latte materno si modifica continuamente, nel corso delle 24 ore e durante la stessa poppata. Un tempo era la norma, ma oggi per i bimbi sani nati a termine è assolutamente sconsigliata.
Per verificare che tutto proceda bene è sufficiente pesare il piccolo una volta alla settimana.

Quando nasce un bimbo parenti, amici, conoscenti, tutti si sentono in diritto/dovere di dire la loro.
Non lasciatevi turbare dai commenti di chi non conosce l’argomento e ripropone vecchi luoghi comuni di cui la scienza ha dimostrato l’infondatezza. Non esistono mamme che hanno un latte meno nutriente o meno “buono”, ogni mamma produce il latte perfetto per il suo bambino.

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