Non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare. »

  1. Così parlava Don Peppe Diana, e sono queste le parole che dovrebbero seguire i giovani, i bambini napoletani, che ancora oggi per qualche spiccio vengono utilizzati come corriere.
    In questi giorni, si é letto tra le pagine riciclate dei giornali:
    ” I bambini, tutti di età inferiore ai 14 anni e dunque non imputabili, erano utilizzati per confezionare dosi di droga o per consegnarla a domicilio.”
    Parole che rabbrividivano, punteggiature che sospiravano, immagini descritte che passavano alla mente come un film già visto, ma questa volta non era una recita. Questa volta erano i bambini di Napoli, questa volta erano le anime dei bambini che hanno come unica colpa, quella di nascere in luoghi che non hanno scelto, con persone che non sceglierebbero.
    La situazione sta degenerando, sopratutto in un periodo in cui, qualcuno aveva osato urlare “la camorra é ormai finita”…
    Beh, la camorra non finisce, perché la camorra, siamo noi. Noi che fingiamo sia lontana, noi che “non vedo, non sento, non parlo”, noi che crediamo di non poter mai essere “la persona sbagliata” o la madre e il padre, di quei bambini.
    Si deve cercare un modo per ripartire, per rinascere, per risalire… perché tanto più in basso di così c’è solo da scavare!
    In situazioni come questa, militarizzare la città serve davvero alla rinascita? Tutti i blitz e gli arresti fungono davvero da deterrente ai cd “cani sciolti”? Non ci occorrerebbero interventi e controlli giornalieri, sempre, 365 giorni l’anno, a tutte le ore e non solo quando Saviano, ci da uno spunto, scrivendo un libro?
    Se si vuole davvero comBATTERE la camorra sono necessari un progetto ed una politica di carattere sociale ed economico.
    Si deve convincere i napoletani, che si può cambiare, dandogli fiducia e mostrandogli sicurezza.”

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