Con l’introduzione delle nuove norme in tema di “depenalizzazioni”, -D. Lgs n. 8/2016 -, una lunga lista di reati è stata trasformata in semplici illeciti amministrativi, tra questi per esempio gli atti osceni, o del tutto cancellati e sostituiti da una corrispondente sanzione civile, come nel caso dell’ingiuria.
L’ “urinare per strada”, che in passato era punito, dal Codice Penale all’art 726, quale atto contrario alla pubblica decenza, con la pena dell’arresto o dell’ammenda, attualmente, per effetto della detta depenalizzazione, non costituisce più un reato, ma illecito amministrativo e, per tale, soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria, sebbene particolarmente salata.
Infatti, secondo la attuale disposizione, “chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza”, è soggetto, non più alla pena dell’arresto fino a un mese o dell’ammenda, da dieci a 206 euro, ma ad una sanzione amministrativa pecuniaria, che va da un minimo di 5 mila ad un massimo di 10mila euro.
Fare la pipì in una strada pubblica non fa scattare più, dunque, la segnalazione, da parte della Polizia, all’Autorità Giudiziaria, ma comporta semplicemente l’avvio di un procedimento amministrativo.
° a cura di avv. Luciana Ruggiero °

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *