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Per la corte di giustizia europea deve ritenersi discriminatoria una normativa che fissa un’altezza minima per l’ammissione alla scuola di polizia uguale per donne e uomini.

Il limite minimo di altezza che non distingue tra donne e uomini, per la Corte di giustizia dell’Unione Europea, può costituire una forma di discriminazione illecita nei confronti del sesso femminile.
Con questa conclusione, i giudici europei hanno chiuso il caso C-409/2016 avente ad oggetto una vicenda riguardante la Grecia.
Alla base della controversia c’era un bando di concorso per l’ammissione alla scuola di polizia greca che, conformandosi alla legge nazionale, prevedeva una statura minima di un metro e settanta per tutti i candidati, indipendentemente dal sesso.
Motivo per cui una donna, che è la cittadina che si è poi rivolta alla giustizia greca, è rimasta esclusa e non ha potuto partecipare al concorso.
La vicenda è così giunta dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione Europea..
Per i giudici di Lussemburgo, la fissazione di una statura minima uguale per uomini e donne può considerarsi una forma di discriminazione di genere indiretta: si tratta infatti di un provvedimento che è idoneo a incidere negativamente su un numero di donne di gran lunga superiore rispetto al numero di uomini e che, peraltro, può non risultare necessaria per garantire il buon funzionamento dei servizi di polizia.
In ogni caso, il giudice nazionale, di fronte a regolamentazioni di tal genere, può escluderne il carattere discriminatorio laddove verifichi che, in realtà, alla loro base c’è una finalità legittima (ad esempio la garanzia del carattere operativo e del buon funzionamento dei servizi di polizia) e che esse rappresentano un mezzo appropriato e necessario per il conseguimento di tale finalità.
Tuttavia, per la Corte non deve dimenticarsi che, in generale, se è vero che alcune funzioni di polizia necessitano dell’utilizzo della forza e pertanto di una particolare idoneità fisica, è anche vero che alla polizia sono affidate pure altre funzioni che non richiedono un impegno fisico particolare (si pensi, ad esempio, alla regolazione del traffico o all’assistenza ai cittadini). Ma non solo: anche l’eventuale necessaria idoneità fisica non deve necessariamente coincidere con il possesso di una statura minima, ma potrebbe essere accertata anche ricorrendo a criteri meno penalizzanti per le donne.

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