Allevamento del Branzino

Qualche giorno fa abbiamo descritto le caratteristiche del branzino,oggi affronteremo il tema del suo allevamento. Dicentrarchus labrax (spigola/branzino) è una specie ricercata, di notevole interesse commerciale per tutti i nostri mercati. In Italia, ed in tutto il Mediterraneo, è una delle specie più allevate.
La sua catturata avviene principalmente con reti da traino e da posta. E’ catturata in laguna con i lavorieri, (barriere fisse che sfruttano le migrazioni di questa specie a scopo alimentare, termico e riproduttivo).
La Spigola è oggetto di allevamento (estensivo ed intensivo) in tutto il mondo.
Possiamo avere un allevamento estensivo, semintensivo e intensivo.
L’ allevamento estensivo consiste nel posizionamento di una serie di barriere in determinate zone della laguna, con lo scopo di catturare i pesci quando in autunno migrano verso il mare aperto. Le barriere sono costruite con materiali di origine vegetale, reti o cemento e restano aperte da febbraio a maggio, in modo da far entrare il pesce in laguna durante la fase di montata.
L’allevamento semintensivo prevede una serie di interventi volti a migliorare le condizioni dell’ambiente preso in considerazione.
Le lagune destinate all’allevamento vengono fertilizzate, in modo da arricchire la quantità di nutrimento presente e stagionalmente vengono praticate delle pasturazioni. Gli avannotti, dopo essere stati pescati nelle acque costiere subiscono un primo trasferimento all’interno di apposite vasche dotate di sistema di ossigenazione dell’acqua, dove raggiungono la taglia adatta all’introduzione in laguna. All’interno dell’ambiente lagunare risulta importante il controllo del livello termico e della salinità dell’acqua e bisogna evitare l’eccessivo sviluppo della vegetazione acquatica che può comportare il soffocamento del pesce.
In questa tipologia di impianti la produttività è più elevata rispetto a quella dell’allevamento estensivo.
L’ allevamento intensivo, qualora vi siano condizioni termiche favorevoli, permette ai giovani di spigola di accrescersi piuttosto velocemente. L’allevamento intensivo può essere condotto all’interno di vasche a terra o nelle gabbie a mare.
L’intensivo in vasche viene praticato in bacini di calcestruzzo profondi 1 m, di dimensioni tra 200 e 3000 m2, oppure all’interno di vasche scavate nel terreno e rivestiti in telo di PVC.
Le vasche in calcestruzzo sono piuttosto difficili da pulire da alghe macrofite e dai residui organici (prevalentemente feci e mangime inutilizzato) e questo rende possibile, laddove siano presenti un adeguato ricambio idrico ed un impianto per l’inoculazione dell’ ossigeno liquido, di forzare le densità di semina.
Gli impianti in gabbie sono attualmente quelli più utilizzati nei Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Queste strutture generalmente utilizzano volumi di allevamento più grandi di quelli degli impianti intensivi a terra ed inoltre non essendo necessario pompare acqua dall’esterno, si verifica un notevole risparmio sui costi di gestione.
In quasi tutti gli impianti in gabbie, l’allevamento dei giovanili di branzino è preceduto da un periodo di preingrasso degli avannotti (2-3 mesi), che generalmente viene praticato negli impianti intensivi a terra.
La spigola è una specie carnivora e viene allevata con l’utilizzo di mangimi che contengono una elevata quota proteica prevalentemente proveniente da farina di pesce (45% di proteine e 9-18% di lipidi), le proteine di origine animale vengono parzialmente sostituite da quelle di origine vegetale senza incidere sulle prestazioni produttive, consentendo un certo risparmio nei costi di alimentazione. L’utilizzo di questo mangime permette di ridurre le quantità di composti azotati introdotta e quindi rilasciata nell’ambiente, e di ridurre l’uso di farine di pesce.


Martina Bosso

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