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In tanti ne parlano, tutto il mondo conosce “O’ professore” , ma vi siete mai chiesti perché Raffaele Cutolo, da Vangelo è diventato “professore”. Alle origini della nuova camorra organizzata; Cutolo preferiva farsi chiamare il Vangelo, perché come di facile intuizione, la sua parole aveva la stessa valenza della parola di Dio. Egocentrico, surreale, blasfemo, arrogante e supponente, da molti così è descritto Cutolo. Ma ad un certo punto della sua vita lui diventa il celeberrimo(non degno di stima) “professore Vesuviano”. Eh si, fonti autorevoli del Vesuviano, raccontato che Cutolo fu soprannominato : ” ‘o Professore “ dai suoi compagni di carcere(al suo primo arresto) perché l’unico tra di essi che sapesse leggere e scrivere. L’unico tra gli uomini di camorra ad essere così istruito, da avere un’intelligenza sopraffina e colta, a tal punto da guadagnarsi il rispetto di chiunque, anche delle stesse guardie che restavano ad ascoltare i suoi racconti, le sue citazioni estrapolate dai libri d’autore, di cui gli altri ammiravano le immagini.

Sarà per questo che l’italiano è una delle lingue più belle al mondo, perché può essere interpretato da chiunque, perché la medesima parola può assumere diverse valenze, diverse accezioni negative e positive, e non perdere mai la sua imponenza.

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Maria Prisco, classe 92' , studentessa di giurisprudenza. Spiccata passione per la giustizia e per la conoscenza dei fenomeni criminali. La rubrica comprenderà non solo riflessioni sulle notizie settimanali legate ai fatti accaduti, ma anche excursus storico-politici, che hanno condotto all'attuale sistema criminale.

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