Gli inquinanti atmosferici sono delle sostanze rilasciate direttamente o indirettamente nell’ambiente che alterano la normale composizione dell’area che respiriamo.
Quello che è di maggior interesse perché più diffuso nell’ambiente urbano e, dunque, a stretto contatto con l’uomo, è il Particular Metter detto anche “polveri sottili”.
Le fonti antropiche di PM sono essenzialmente le attività industriali ed il traffico veicolare. Le emissioni di polveri sottili generate da traffico, quali l’usura dei freni, gomme, asfalto stradale contribuiscono ma in minor percentuale rispetto alle emissioni di scarico dei veicoli, soprattutto diesel. Stime a livello nazionale, indicano per i trasporti, un contributo alle emissioni di PM, intorno al 30% rispetto al totale; impianti di riscaldamento pari al 15%; emissioni industriali fino al 50%; e un’altra grande fetta pari al 60-80% è di origine secondaria, derivante cioè, da reazioni chimiche con inquinanti gassosi preesistenti nell’aria.
Nella maggior parte delle città si registra un incremento percentuale significativo della frazione PM10 variabile dal 40 all’80%, di gran lunga superiore a quello previsto per la tutela dell’ambiente.
Le dimensioni delle particelle di PM, determinano il grado di pericolosità del contatto di esse con la salute umana, penetrando all’interno del nostro corpo attraverso le vie respiratorie. Infatti vi sono particelle che si depositano nel tratto superiore (cavità nasali, faringe e laringe) possono causare effetti irritativi locali, quelle che si depositano nel tratto tracheobronchiale (trachea, bronchi e bronchioli) possono causare costrizione e aggravamento delle malattie respiratorie croniche (asma, bronchite ed enfisema) fino ad arrivare perfino a malattie cardio-vascolari.
Detto questo, bisogna considerare, il progresso e l’evoluzione tecnologica che sta dietro l’industria dell’auto e quello che gli ingegneri stanno mettendo in pratica per far fronte ad anni di noncuranza, riducendo le emissioni inquinanti, fino ad imposti limiti ancora più severi, come l’adozione generalizzata del filtro antiparticolato, per le cosiddette vetture EURO 5. E noi cosa possiamo fare per contribuire e salvaguardare la nostra salute e quella dei nostri figli? Iniziamo a pensare ad utilizzare meno l’auto, di andare fare una passeggiata, o, di andare sul posto di lavoro preferendo mezzi alternativi all’auto.

Il futuro è nelle nostre mani.
Dott.ssa Alessia Ruggiero

 

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