“L’UMANITA’ E’ MORTA IN SIRIA”… Sono state queste le uniche parole di Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia, per commentare quanto accaduto nelle ultime ore. Non resta che disperazione in un luogo martoriato da 6 anni. 6 lunghi anni di guerra civile… 6 anni di stragi, di morti, di lacrime e sangue.

Probabilmente si è trattato di un attacco con armi chimiche, e se questa teoria venisse confermata (come purtroppo si crede) si tratterebbe di “un crimine di guerra”.

A pagare le conseguenze di una guerra così dura sono i civili. Le vittime sono per lo più donne e bambini, civili che non hanno chiesto nulla di tutto ciò. Il quartiere colpito è quello di Shemali, dove sono stati colpiti ospedali e strutture che ospitavano persone malate o in condizioni già critiche.

I sintomi manifestati sono ” vomito e schiuma dalla bocca”, segno che le teorie di un attacco chimico sono fondate.

Già nel 2013 l’Onu aveva contato più di 11.000 morti, numero che con ogni probabilità oggi potrebbe essere quadruplicato.

La storia si ripete… come una seconda “Shoah” che non fa altro che mietere vittime innocenti… come una strage senza fine, di cui nessuno di noi è abbastanza indignato.

La storia ci insegna… la storia ci insegna a fare in modo che certe atrocità non si ripetano più, e invece eccoci qui, a vedere immagini di bambini intubati, senza alcuna ferita superficiale, ma colpiti nell’anima, nel cuore, nello spirito. Bambini che non “giocano per strada”, ma che devono guardarsi le spalle, bambini che vengo utilizzati come se fossero bambolotti, bambini che potrebbero essere figli nostri e che nessuno è riuscito a salvare.

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