La Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite, la Cop 22 che ha visto riunirsi a Marrakech tra il 7 e il 18 novembre rappresentanti di stati, si è conclusa con la stesura di un manuale per rendere operativo l’accordo di Parigi, dove si era tenuta la precedente riunione internazionale degli stati per la riduzione delle emissioni, la presentazione discussione di strategie ecologiche e tecnologie green.
Per l’Italia, il conferimento di premi ha visto il progetto Case di Luce a Bisceglie (Bari) vincere la categoria Energy and Hot Climates del Green Building Solution Award 2016, imponendosi su oltre 100 partecipazioni provenienti da tutto il modo. I suoi 42 appartamenti, accessibili attraverso due vani scala che collegano sette livelli fuori terra, sono progettati per perseguire obiettivi di efficienza e sostenibilità attraverso l’applicazione dei principi dell’architettura bioclimatica, che, sfruttando una fase progettuale che oggi a torto sembra sempre meno importante, consentono la gestione di molti parametri della costruzione, dell’utilizzo di fonti rinnovabili per l’approvvigionamento energetico e l’impiego di materiali naturali.

Case di Luce è un edificio studiato per un clima mediterraneo, caldo e umido, che necessita di una progettazione attenta soprattutto per la stagione calda, quando i suoi interni devono essere confortevoli anche con elevate temperature esterne e irraggiamento solare diretto, orientata a sud-est per permettere alla facciata principale di ricevere più sole quando ne ha maggiormente bisogno. Anche la particolare geometria della facciata, con ampie terrazze dalla forma irregolare che movimentano l’insieme, è stata disegnata per garantire la massima possibilità di catturare il sole e garantire al contempo il massimo della privacy. La presenza di serre a servizio di ogni appartamento, in inverno aiuta il controllo del calore in uscita, contribuendo al mantenimento delle condizioni interne, e d’estate, grazie ai pannelli apribili, non è un impedimento al ricambio d’aria. L’intero edificio è progettato come un grande volume che, sfruttando l’effetto camino, sposta in modo passivo l’aria al suo interno in funzione delle sue aperture, soprattutto inferiori e superiori, e delle caratteristiche dell’involucro.

Impostato su una struttura portante tradizionale, uno scheletro di travi e pilastri in calcestruzzo armato e solai in laterocemento, fa ampio uso di un materiale da costruzione naturale ricavato dalla canapa, il natural beton, e di un materiale a totali km zero, il tufo, ma anche del sughero e di calci bianche. Mentre i pannelli di sughero e la calce sono utilizzati come rivestimenti e finiture, le murature, divisori e perimetrali, dell’edificio sono costituite da blocchi di tufo. Il natural beton, prodotto versatile dalle grandi capacità di isolamento termico e acustico e ottimo gestore del vapore acqueo, è un composto a base di calce formulata e truciolato vegetale di canapa.
Materiale simbolo di un edificio che vuole essere esempio per le costruzioni sostenibili del futuro, la canapa invade anche le aree esterne e le aiuole del giardino condominiale, dove diventa parte di un progetto di sensibilizzazione civica verso l’importanza dell’uso di materiali naturali nell’edilizia e verso l’importanza del verde, e soprattutto di questa specie vegetale, come strumento di miglioramento ambientale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *