I politici attuali sono i più ignoranti della storia dell’Italia. A fare emergere questo dato, è un’inchiesta dell’Espresso curata da Raffaele Simone, che oltre a riproporre gaffe dei politici, fissa in numeri questo Parlamento con il 68% di laureati (lauree specialistiche, formato tre più due, per intenderci), numeri lontani dal quel 91% che aveva animato gli scranni nel 1948.

Un problema da ricondurre, secondo l’inchiesta, anche alla riforma universitaria del 2000 che ha cambiato le carte in tavola un pò per tutti: con una diminuzione dei laureati non solo nel ceto politico ma nell’Italia intera.
Secondo l’ Espresso, L’età media del laureato italiano, supera i 27 anni e la laurea triennale non serve a nulla.
I giovani che concludono il ciclo di 5 anni (dunque tre più due) sono meno del totale di quelli che vent’anni fa si laureavano coi vecchi ordinamenti (durata degli studi 4, 5 o 6 anni). In media per prendere la laurea triennale ci vogliono 4, 9 anni, per quella quinquennale più di 7,4. Fallisce in toto l’obiettivo della riforma del 2000 di aumentare il tasso di laureati.
Secondo queste premesse dunque, qualunque cosa pensi il ministro (non laureato) Valeria Fedeli, i politici ignoranti non sono altro che il frutto di un Paese in cui ci sono concittadini ignoranti.

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