ALESSANDRO SAVELLI Nato il 28.05.1905 a Crema (CR), † morto il 21.11.1930 a Napoli , Centrocampista Esordio nel Milan in gare amichevoli il 20.09.1923: Milan – Internazionale 3-3 Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Campionato (1^ Divisione) il 14.10.1923: Legnano – Milan 2-2 Ultima partita giocata con il Milan il 10.07.1927: Juventus – Milan 8-2 (Campionato) Totale presenze in gare ufficiali: 80 Reti segnate: 36 Palmares personale: 1 Promozione in Serie B (1930-31, Comense) Ha giocato anche con l’Internazionale (A), la Cremonese (A), il Vomero ed il Nola (1 div. Campana). “Negli anni Venti vestono la maglia rossonera numerosi attaccanti di valore fra i quali sta, con pieno diritto, il cremasco Alessandro Savelli. Nei quattro campionati che lo vedono giocare da protagonista nel Milan (dal ’23/’34 al ’26/’27) disputa 80 match e mette a segno il cospicuo bottino di 37 gol, ad una media di poco meno di una rete ogni due gare. Per le sue doti di velocità e potenza viene impiegato prevalentemente all’ala senza particolari distinzioni fra fascia destra o sinistra. Oltre al Milan dove praticamente viene forgiato come calciatore di primo livello, Savelli in carriera indossa anche gli striscioni bianconeri della Juventus.”
E’ morto Savelli NAPOLI. 23. E’ deceduto ieri mattina, in una fredda corsia dell’Ospedale degli Incurabili, Alessandro Savelli, centro avanti del Nola F. B. C. ed ex giocatore del Milan, Cremonese e della concittadina Vomero. E’ veramente straziante pensare alla sorte di un giovane così vilmente troncata. Noi ricordiamo Savelli traboccante dí salute, di forza, pieno di progetti per l’avvenire… E saperlo oggi, immoto in un triste lettino di Ospedale, è una stretta al cuore e un rimpianto senza fine…. Dal Milan e dalla Cremonese, dove Savelli s’era affermato come un ottimo calciatore, il Vomero lo volle tra i suoi atleti lo scorso anno. Poi, Savelli era passato attesissimo ai bianchi del Nola, coi quali aveva disputato un, paio di vittoriose partite. Ma il male lo insidiava. Dopo un lungo periodo di degenza, durante il quale non gli mancò il conforto di alcuni fedeli amici. Sallustro, Ramello, Ravani e dei colleghi della stampa. lo stato di Savelli s’aggravò tanto che fu urgente il ricovero agli Incurabili. E là, il povero Sandro è finito attorniato da pochi amici, lontano dalla sua Milano, e dalla famiglia. E’ veramente da compiangere.La figura buona di Savelli non dileguerà tanto presto dalla mente di tutti coloro che in lui rinvennero tre grandi doti: la generosità, l’amicizia, uno spirito di sacrificio a tutta prova… «Il Littoriale» 24 novembre 1930
 
 

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