Ci sono attori non famosissimi ma sicuramente validi e di grande spessore.

Sono quegli attori che quando li vedi magari ti sfugge il nome, ma sicuramente ricorderai i lavori a cui ha partecipato. E’ il caso di Luigi Maria Burruano, scomparso prematuramente il 10 settembre scorso nella sua cara e amata Palermo.

Un caratterista di livello, chiamato molto spesso a interpretare personaggi che rappresentassero il lato negativo della sua terra,i cosiddetti ‘uomini di rispetto’ affiliati di Cosa Nostra.

Forse per il suo sguardo che bucava lo schermo, per il suo volto rude che avrebbe intimorito chiunque e sicuramente per quella voce graffiata su cui era cucito l’accento che era piu’ siciliano del cannolo.

Attore di cinema e teatro,tra i vari successi a cui ha partecipato ricordiamo la critica sociale ‘Mery per sempre’ e ‘I cento passi’, biografia cinematografica di Peppino Impastato.
Molto spesso si e’ cimentato, grazie alla collaborazione con artisti come Ficarra e Picone, in ruoli in cui reintrerpretava i suoi personaggi in chiave comica, una sorta di parodia, ironica e divertente.

Sali’ alla ribalta delle cronache nel 2006 per aver accoltellato il genero per via dei rapporti burrascosi che aveva con la figlia. E’ stata accessibile fino alla mezzanotte di ieri la camera ardente presso il Teatro Biondo di Palermo, mentre si sono svolti stamattina alla chiesa Don Orione i funerali dell’attore.

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