Non tutte le giornate sono uguali , non tutte hanno lo stesso valore o si fregiano per lo stesso sudore versato di altre .Ci sono certe giornate dove lo stress regna , dove vorresti spegnere tutto e tornare sul tuo amato letto , magari vicino alla frescura dell’aria condizionata , ma non puoi perchè la posta in gioco è talmente alta che non puoi mollare .
Ecco queste sono le mie giornate Universitarie , una continua battaglia , tra sudore, orari e vicoletti napoletani .

Napoli è tutta un mosaico , un insieme di atti teatrali recitati a cielo aperto , tra i palcoscenici più belli e controversi del mondo , già quando scendi dalla Circumvesuviana inizia questo show che la civiltà (Poca a volte) e la storia offrono , Porta Nolana (Si eheh porta il nome del mio paese) , uno dei quartieri più antichi di Napoli , dove antichi palazzi e bastioni si concedono il (poco) lusso di prestarsi come residenza dei clochard di qualsiasi nazionalità ed estrazione sociale , è proprio qui (non proprio , cioè tagliando per il Pendino) che incontri la Napoli vera , quella dei mercatini del pesce e delle sigarette di contrabando , dei San Gennaro e delle Madonne , e sopratutto dei Maradona che tra sacro e profano è forse la divinità più amata da questo popolo , in questo scenario si esibisce la Napoli più verace e multietnica , dove le note di Caruso e di Mario Merola si incontrano con le storie dei Neomelodici e dei lavoratori che vedono nel porto vicino la fonte del pane quotidiano .
Pochi sono i passi per poi deviare su Via Marina , affollata , trafficata e in certi tratti degradata ,sfortunatamente durante la mia carriera universitaria pochi sono i momenti in cui ho goduto (è un eufemismo) di una Via Marina “Integra” infatti sono un paio d’anni che Dema ha deciso di riqualificare questa zona con nuove Palme (Sembra Venice Beach pezzotta) e nuovi marciapiedi , eliminando finalmente quei fastidiosi seppur storici Sanpietrini (I braccetti delle nostre automobili approvano questa sostituzione) , dopo circa 500 metri inizia la zona universitaria , prima con l’Orientale e i suoi colorati e stravaganti studenti (Senza offesa ma il colore di capelli più normale visto in questi 4 anni è il turchese) , poi in fila Giurisprudenza con le sue varie Sedi , seguite a Mezzocannone dalle varie facoltà di Lettere etc.
Qui si vive la vera “Napoli Universitaria” ,studenti che vanno e vengono su e giù da questa strada in salita colma di librerie e copisterie, i bar sempre colmi di giovinotti che trovano nel caffè la loro pausa ideale (Sia benedetto il caffè !!!) , ma non è sempre tempo di caffè , si entra in facoltà , la mia appunto è quella di Legge (Dovrei come dicono spesso i miei colleghi dire .. “La più antica d’Europa etc… MA NON MI VA) , Qui nell’atrio si respira la classica ansia di chi deve sostenere un esame , quell’aria pesante di chi deve porsi dinanzi ad un giudizio , e di chi sa che forse ha dato troppo poco …Questa è l’Università.

Terminate le 6 ore di lezione , è ora di far ritorno a Casa , questa è psicologicamente la “Mazzata” più grossa da affrontare , le scelte sono due , La sita con la conseguente “Corsa ai posti” all’immacolatella oppure ritorno in Circum. , 3 Km di tragitto (C’è la Metro ma arriva sempre con il tempismo di un Brufolo d’estate) con il suo ritardo esasperato e quel degrado che ormai abbiamo imparato a riconoscere lontano da 2 km …

Qualasiasi scelta sia stata compiuta , la certezza è una ed è bellissima , si ritorna casa !