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“Si, l’ho visto lì”, disse Jack, indicando al padre l’albero di Natale. Si era appena svegliato… aveva solo 12 anni, ma quella mattina, con la perseveranza di un adulto, continuò a ripetere sempre la stessa frase: “Era qui quando è arrivato… credetemi!”
Il padre, spinto dalla curiosità e affascinato dalla fantasia del figlio, cercò di farlo calmare prendendo uno dei regali. 
“Forza Jack, scartalo” ripeté più volte.
Niente, il piccolo era ancora emozionato.
Voleva raccontare ai genitori il magico momento vissuto la sera prima. Si, aveva visto Babbo Natale… ma non un semplice sguardo di sfuggita. Un vero e proprio dialogo.
Tutto iniziò lì, nel suo lettone.
Verso mezzanotte sentì strani rumori provenienti dalla porta di casa. Si alzò di scatto. La curiosità di Jack prese subito il sopravvento sulla ragione… e senza pensarci due volte, andando in soggiorno, chiuse la porta per non far svegliare i genitori. Silenziosamente, accese subito la luce. Aveva ragione.
Il vecchietto vestito di rosso era lì, con la testa nel suo sacco magico, pronto a prendere il prossimo regalo.
“Chi sei?” disse Jack.
Babbo Natale fermò improvvisamente la ricerca dei regali… capì la situazione e subito pensò alla quarta regola del Polo Nord: “Solo i bambini che credono in Santa Claus possono, eccezionalmente, vederlo di persona nella notte di Natale”.
Alzò subito la testa… e sorridendo rispose: “Sono Babbo Natale”.
Emozionatissimo, Jack non sapeva se urlare di gioia o per la paura. Era pur sempre un bambino.
Iniziò a fargli mille domande sul mistero del Natale, sulla slitta e sulle renne. Una notte magica. Babbo Natale profumava di latte e biscotti e le renne libravano da sole ad ogni “Oh oh oh”.
Dopo una lunga chiacchierata, il vecchietto dalla barba lunga e bianca prese di nuovo il suo sacco magico… il viaggio doveva continuare. I bambini di tutto il mondo lo stavano aspettando.
Jack allora, un po’ deluso, disse sottovoce: “E per me? Non c’è niente?”. Babbo Natale sorrise e schioccò le dita.
Scomparve improvvisamente.
Il piccolo, ritornato nel suo letto, vide che il tempo si era fermato. Sotto le coperte trovò un cappello. Il suo regalo speciale.
Il vero cappello magico di Babbo Natale.
Nessuno riuscì mai a scoprire il vero segreto del piccolo Jack.
Il vecchietto, con baffi e cappello, lasciò una parte di sé in quella casa: la felicità. Jack era destinato a diventare il suo successore una volta raggiunta la maggiore età.
Conservò l’oggetto magico come una reliquia… e al suo diciottesimo compleanno mise il cappello.
Sparì anche lui, nella notte, lasciando un’atmosfera magica e un profumo di biscotti.

Racconto ideato e scritto da Alfonso Fiorentino.
Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è puramente casuale.

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